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Leaders for Africa: la diversità come un’opportunità e non come una sfida

Il quarto incontro dell'iniziativa Rondine Leaders for Peace, organizzata con la missione italiana alle Nazioni Unite e che quest'anno è avvenuto on-line

Il tema centrale di quest'anno è l'impegno della leadership giovanile nel mondo post-pandemia che, allargandosi a nuovi orizzonti, tenderà verso un'analisi globale, anticipando i nuovi conflitti che già stanno emergendo a livello politico, sociale ed economico

“Rondine, Cittadella della Pace” è da vent’anni un centro di formazione, che ha sede in Toscana, in cui i giovani provenienti da aree di conflitti ed ex conflitti, vengono istruiti nel peace building con una formazione basata sul “metodo rondine” ideata dal Presidente Franco Vaccari. Tra i progetti più importanti di “Rondine” c’è proprio il progetto in Africa. La campagna “Leaders for Peace” è stata lanciata a New York, al Palazzo di Vetro dell’ONU nel 2018, in collaborazione con la rappresentanza italiana presso le Nazioni Unite.

Jacopo Bencini, leader advisor della campagna Leaders for Peace ha aperto l’incontro di mercoledì, mentre Chip Hauss (Alliance for Peacebuilding), ha moderato l’evento. (Qui potete rivedere il dibattito)

Il mondo sta cambiando molto velocemente, e nonostante tutte le sfide che durante il Novecento l’umanità ha dovuto affrontare, non era mai capitato un periodo come quello che stiamo vivendo. Attualmente nel mondo si verificano contemporaneamente tre crisi: quella sanitaria, quella economica e quella sociale. In particolare, la crisi sociale, in termini di razzismo, si è verificata negli Stati Uniti a causa morte dell’afroamericano George Floyd per mano di un poliziotto bianco.

Nonostante queste crisi, sembra che il mondo si mostri più aperto al cambiamento, rispetto al passato. Per questo la speranza è riposta nella nuova generazione, nei giovani di oggi, affinché possano diventare dei promotori di pace di domani.

Simona De Martino, Primo Consigliere alla Missione permanente d’Italia presso le Nazioni Unite, ha spiegato che l’Italia lavora continuamente per la pace e lo sviluppo sostenibile in Africa, nonostante le sfide continuino a persistere. “All’ONU stiamo lavorando per promuovere la cooperazione tra le Nazioni Unite e le organizzazioni regionali africane”.  Non solo, l’Italia è anche pronta a contribuire al processo di integrazione, promuovendo la crescita economica e lo sviluppo sostenibile, fornendo assistenza sanitaria e incoraggiando la cooperazione e gli investimenti.

L’economia italiana è una delle prime dieci economie del mondo che investono in Africa, aiutando nel campo della sanità, dell’educazione e nel sostegno ai diritti delle donne.

Qualche settimana fa, il Segretario Generale delle Nazioni Unite, ha parlato dell’importanza dell’impatto di Covid-19 in Africa, sottolineando che il rischio è che il continente africano possa subire le conseguenze peggiori. Per questo la comunità internazionale deve essere solidale con i paesi africani e fare in modo che la pandemia diventi un’occasione anche per questo continente.

Jenefrances Onwwuka, studentessa nigeriana di Rondine World House, sottolinea l’importanza di formare la gioventù di oggi a diventare la migliore versione di se stessa. E spiega che leadership non è solo potere, ma è anche l’abilità di utilizzare questo potere per i bisogni degli altri e la crescita globale.

Il Prof. Leopoldo Amado, Commissario per l’Istruzione Cultura e Scienza, ECOWAS, si sofferma sul tema della disoccupazione, le cui conseguenze, nell’area della West Africa, sfociano in tensioni e conflitti, terrorismo e criminalità. Uno degli obiettivi più importanti di ECOWAS è proprio l’aumento dell’occupazione, in particolare dei giovani.

Phil, giovane studente nigeriano di Rondine, racconta la sua esperienza. “In Rondine la diversità è la nostra forza” afferma.

Oggi il mondo è contornato dai conflitti, e a subirne le conseguenze sono i giovani, che vengono spesso ignorati nelle discussioni di peace building. Questo è un errore, poiché i giovani di oggi, costruiranno il domani, per questo dovrebbero avere un ruolo importante nella costruzione della pace. Ma per formare dei leader di pace è necessario investire nell’istruzione.

Jessica, ex studentessa libanese di Rondine International Peace Lab, pone l’accento sul concetto di responsabilità nella leadership.

Franco Vaccari, presidente di Rondine  conclude l’incontro,  e riprendendo il filo del discorso di Phil, afferma che ciò che dà stabilità al futuro è l’educazione, poiché ciò che si costruisce tramite l’educazione si fonda sulla libertà personale.

“È il frutto dell’educazione ciò che fa progredire l’umanità.”

L’intervento di Franco Vaccari, presidente di Rondini Cittadella della Pace, al Palazzo di Vetro dell’ONU nel 2019

Per questo Rondine non ha paura del conflitto. “Il concetto del nemico esiste solo nelle nostre menti”. Il conflitto genera sviluppo. Le diversità non è immediatamente apprezzata; è infatti necessario passare attraverso il conflitto, affinché si possa avere un risvolto positivo.

Le differenze creano energia, ma è necessario un metodo per poterle affrontare nel modo corretto.

Costruire il domani può far paura perché, si sa, il futuro è un posto incerto, soprattutto in un momento difficile come quello della diffusione del virus CoVid-19, e in cui più crisi si verificano in contemporanea, ma la chiave sono i giovani. Per “Rondine” è necessario creare dei promotori di pace. La crescita sociale ed economica non sono abbastanza. E’ necessaria una crescita sociale, affinché i conflitti vengano superati, costruendo una realtà dove ogni persona venga valorizzata per cosa ha offrire e non per ciò che rappresenta. Una realtà in cui la diversità è un’opportunità.

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