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Nell’era Covid-19, cambia anche la “tabella di marcia” della cooperazione digitale

La pandemia da coronavirus ha cambiato la nostra vita quotidiana, il modo in cui lavoriamo, insegniamo e impariamo. Anche nelle relazioni internazionali

Photo UN/Chetan Soni

In un tempo in cui abbiamo dovuto prendere le distanze tra di noi, abbiamo fatto affidamento sulla tecnologia per sostenere il nostro modo di vivere, e in questo modo abbiamo realizzato sia i rischi, sia le opportunità delle tecnologie emergenti. I suoi effetti continueranno a interessarci per i prossimi anni. L'Assemblea Generale dell'ONU e il Segretario Generale Guterres hanno discusso il tema

Il 2020 segna l’inizio del decennio di azione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile da raggiungere entro il 2030. Bisognerà sfruttare le tecnologie emergenti per intensificare gli sforzi in materia di sanità, crisi climatica e sradicamento della povertà.

Ecco quindi che l’11 giugno 2020 si è tenuto il dibattito virtuale, incaricato dall’Assemblea Generale della Nazioni Unite, per discutere sull’impatto del rapido cambiamento tecnologico. La gestione di questi cambiamenti è la sfida decisiva della nuova generazione, in quanto la rivoluzione digitale colpisce tutti i territori e tutte le aree della vita quotidiana.

Internet è un bene pubblico globale, potente ed essenziale, che richiede il più alto livello possibile di cooperazione internazionale. Ma il problema è che mancano i pilastri fondamentali di questa cooperazione.

La pandemia di COVID-19 sta rendendo più importante l’accelerazione di tale cooperazione per rendere il mondo più interconnesso.

La tecnologia digitale, infatti è fondamentale per la risposta alla pandemia, in quanto favorisce la ricerca sui vaccini, i modelli di apprendimento online, l’e-commerce e gli strumenti che consentono alle persone di lavorare da casa.

Purtroppo non in tutti i Paesi del mondo hanno la possibilità di sfruttarla, poiché stando ai dati del 2019, appena il 19% delle persone nei paesi meno sviluppati ha utilizzato internet, contro l’87% nei paesi sviluppati. Il mondo digitale rimane ancora un privilegio e per questo potrebbe diventare il nuovo volto della disuguaglianza, rafforzando gli svantaggi sociali ed economici.

Ma la pandemia ha anche amplificato gli effetti positivi dell’età digitale. Essa può infatti accelerare il progresso umano e sviluppare la società della conoscenza, come l’innovazione scientifica e tecnologica in diversi ambiti: medicina, energia, istruzione e agricoltura.

Ma abbiamo anche visto la tecnologia gravemente abusata ha affermato il Segretario Generale dell’ONU Antonio Guterres. I progressi tecnologici aumentano le preoccupazioni circa il diritto alla privacy e il rispetto dei diritti umani, il bullismo, le campagne di disinformazione, l’incitamento all’odio, la criminalità organizzata e i flussi finanziari illeciti. Inoltre “gli attacchi informatici pericolosi per la vita sui sistemi ospedalieri minacciano di interrompere l’assistenza salvavita”.

La frammentazione digitale sta aumentando e favorendo divisioni geopolitiche.

Per questo in risposta, le Nazioni Unite hanno lanciato l’iniziativa Verified, per aumentare il volume e la portata di informazioni accurate sulla crisi.

Per il Presidente dell’Assemblea Generale Tijjani Muhammad-Bande, “siamo a un punto critico”.  Bisogna utilizzare la tecnologia digitale per il bene pubblico, ed è necessario imparare a guidarla, senza che le tendenze tecnologiche prendano il sopravvento, e sfuggano al controllo. Questa è un’opportunità.

La “tabella di marcia” lanciata dalle Nazioni Unite mira a favorire la cooperazione digitale e gli obiettivi principali sono connettere, rispettare e proteggere la collettività nell’era digitale.

Connettersi, fornendo un accesso a Internet universale, sicuro, inclusivo e conveniente entro il 2030.

Rispettare, mettendo i diritti umani e la dignità umana al centro di tutto ciò che facciamo online.

Proteggere, affrontando gli abusi e le violazioni che minacciano la sicurezza delle persone, delle comunità, delle organizzazioni e delle economie.

Ma “le Nazioni Unite non possono risolvere questi problemi da sole”. Per realizzare questa opportunità, è necessaria fiducia reciproca. Per questo “le Nazioni Unite saranno un facilitatore e una piattaforma, mobilitando partenariati e coalizioni tra governi, cittadini, società civile, mondo accademico e industria”.

Il Segretario Generale intende “anche nominare un inviato sulla tecnologia per portare avanti il lavoro delle Nazioni Unite su questi temi”.

La perdita di questa opportunità, “potrebbe trasformarsi rapidamente in una minaccia”.

Questo è solo l’inizio della presa di consapevolezza delle implicazioni sociali nel mondo post-COVID, ma una cosa è certa: coloro che non ci avranno accesso saranno lasciati indietro.

Il Segretario Generale Antonio Guterres ha concluso, sostenendo che “le generazioni future giudicheranno se coglieremo le opportunità di questo momento senza precedenti”.

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