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“Ambiente imprevedibile e instabile” in Medio Oriente, ci vuole sostegno UNRWA

Si è tenuta la Plegding Conference Ministeriale Straordinaria di UNRWA per parlare dei fondi necessari all'assistenza dei rifugiati palestinesi

Bambini in un campo per rifugiati (Foto Unicef).

Nella giornata di martedì 23 giugno si è tenuta una Plegding Conference Ministeriale Straordinaria di UNRWA (United Nations Relief and Works Agency for Palestine Refugees), l’Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di assistere i rifugiati palestinesi in Medio Oriente – istituita in seguito al conflitto arabo-israeliano del 1948.

La situazione finanziaria dell’UNRWA continua a destare serie preoccupazioni. La conferenza straordinaria ha affrontato il tema del deficit di finanziamento di 400 milioni di dollari. Fondi necessari affinché l’UNRWA possa continuare a fornire servizi sanitari, educativi e sociali a oltre cinque milioni di rifugiati palestinesi. “Ogni giorno l’UNRWA contribuisce allo sviluppo umano e alla stabilità in un contesto sempre più instabile e sfidante”, ha dichiarato il Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres.

L’agenzia è un’ancora di salvezza per milioni di rifugiati palestinesi ed è fondamentale per la stabilità a Gaza e in Cisgiordania, ma anche in Libano, Giordania e Siria.

Il nuovo capo Philippe Lazzarini, entrato in carica il 18 marzo, solo una settimana dopo la dichiarazione della pandemia  Covid-19, ha dichiarato che con la pandemia, il Medio Oriente entra in “un periodo di rinnovata incertezza”. Lazzarini aveva aggiunto “abbiamo più che mai bisogno di un UNRWA stabile”.

Negli ultimi cinque anni, l’UNRWA ha cercato di combattere profondi tagli. Per Lazzarini, tagliare ulteriormente i fondi significa compromettere la qualità dei servizi. “L’UNRWA è sull’orlo del collasso finanziario” ha sottolineato, esortando i paesi a prendere provvedimenti.

Il viceministro  Affari Esteri italiano, Emanuela Del Re, ha partecipato alla “pledging conference” ministeriale straordinaria  di UNRWA, e ha annunciato il contributo volontario dell’Italia a favore di UNRWA per il 2020, destinato a sostenere l’agenzia nell’adempimento del proprio mandato e per eseguire i suoi programmi di base nella regione.
“Considerando che la pandemia di COVID-19 sta ulteriormente esacerbando la situazione umanitaria del popolo palestinese, l’Italia continuerà a garantire il suo contributo umanitario ad UNRWA anche nel 2020” ha concluso Emanuela Del Re.

Mentre il ministro degli Esteri della Giordania Esteri Ayman Safadi ha annunciato di continuare a lavorare a fianco dei partner, in quanto la Giordania ospita il maggior numero di rifugiati palestinesi. E la Svezia ha già contribuito con circa 55 milioni di dollari.

Anche il coordinatore speciale per la pace in Medio Oriente, Nickolay Mladenov, durante la riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, tenutasi in occasione della minaccia di Israele di annettere circa il 30% dei territori della Cisgiordania, ha ribadito ai paesi membri dell’ONU, l’importanza del ruolo dell’UNRWA. In occasione ha ringraziato il ministro degli Esteri della Giordania e la Svezia per il loro importante contributo.

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