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Luis Arce è presidente: “la Bolivia recupera democrazia”. ONU: “consolidare la pace”

Dopo la crisi politico-istituzionale e il paese sull'orlo di una guerra civile, al voto trionfa il Movimento al socialismo dell'ex presidente in esilio Evo Morales

Il candidato del Movimento al socialismo (Mas), Luis Arce, trionfa alle elezioni, diventando il nuovo presidente della Bolivia (Youtube)

Il candidato del Movimento al socialismo (Mas), Luis Arce, insieme al suo vice, David Choquehuanca, ha trionfato con il 52,4% dei voti contro il 31,5% del suo principale avversario, il centrista Carlos Mesa, diventando il nuovo presidente della Bolivia. La conferma dell’elezione arriverà nei prossimi giorni, ma secondo dati non ufficiali, Arce avrebbe ottenuto una quantità sufficiente di voti, da vincere le elezioni evitando così un secondo turno di votazioni.

Evo Morales, ex presidente della Bolivia, ora esiliato in Argentina (wikipedia)

Luis Arce è stato per due volte ministro dell’Economia dei governi di Evo Morales dal 2006 al 2017 e nel 2019.

A distanza di circa un anno, il Movimento verso il socialismo torna al potere. Il 10 novembre 2019, l’allora ex presidente Morales, fu accusato dall’opposizione di brogli elettorali e costretto all’esilio. Al suo posto si impose un governo di estrema destra guidato da Anez. Le divisioni all’interno della Bolivia, iniziarono già nel 2016, quando Morales, da molti anni presidente, decise di non nominare un successore politico e ignorò il referendum popolare tentando di piegare la Costituzione per ottenere un ulteriore mandato. Da quel momento inziò una profonda crisi politico-istituzionale, che portò la Bolivia sull’orlo di una guerra civile.

Il Paese ha “recuperato la democrazia” ha dichiarato Arce su Twitter con toni da neopresidente, “Sono molto grato per il sostegno e la fiducia del popolo boliviano”, ha scritto. “Abbiamo recuperato la democrazia e riacquisteremo stabilità e pace sociale. Uniti, con dignità e sovranità”.

L’ex presidente, esiliato a Buenos Aires ha espresso la sua felicità per “aver recuperato il potere democraticamente, con la pazienza e la coscienza del popolo”.

Le elezioni di domenica 18 ottobre, sono state “pacifiche e altamente partecipative” ha detto il Segretario Generale dell’ONU Antonio Guterres. Il capo dell’ONU si è poi congratulato con il popolo boliviano ed ha incoraggiato “tutti i leader politici e sociali” a lavorare insieme con lo “stesso impegno per la democrazia, il rispetto dei diritti umani e la riconciliazione nazionale per affrontare le attuali sfide politiche, sociali, economiche e sanitarie che il Paese deve affrontare”. Lo ha fatto sapere il portavoce delle Nazioni Unite, Stephane Dujarric, durante il suo ordinario briefing con la stampa.

I cittadini si radunano a Plaza San Francisco a La Paz, in Bolivia, lo scorso novembre durante un’ondata di proteste popolari dopo le ultime elezioni nazionali (UN Bolivia/Hasan Lopez)

L’ONU in Bolivia ha ratificato “il suo impegno a sostenere gli sforzi nazionali per consolidare la pace e i valori democratici”.

Nelle sue prime dichiarazioni ai media, Arce ha affermato: “il mio impegno è lavorare, portare avanti il nostro programma e, come lo abbiamo più volte detto, lavorare per tutti i boliviani, dando vita ad un governo di unità”. E ha proseguito assicurando che queste elezioni porteranno vantaggi alla “micro, piccola, media e grande impresa, e anche al settore pubblico e a tutte le famiglie boliviane che hanno vissuto per undici mesi nell’incertezza”. Riprenderà, il “processo di cambiamento”, di Evo Morales, e saranno corretti gli errori commessi dal partito che è stato al governo fino al 2019.

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