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L’UE chiede alla Libia di liberare i pescatori di Mazara. Qualcosa si smuove?

L'Italia non ce la fa da sola. L’appello dopo la liberazione della nave turca, che possa finalmente arrivare anche quello dell’ONU?

Il generale Khalifa Haftar è arrivato a Palermo, per la conferenza sulla Libia e stringe la mano al premier Giuseppe Conte, 2018 (YouTube)

L’Unione europea ha lanciato un appello formale alla Libia affinché vengano “rilasciati immediatamente i 18 pescatori di Mazara del Vallo trattenuti da settembre senza che sia stata avviata alcuna procedura legale” si legge nel documento. La richiesta è stata inserita nelle conclusioni del Consiglio europeo in corso in questi giorni.

Detenuti da oltre 100 giorni dalle milizie del generale Khalifa Haftar, i pescatori sono stati accusati di aver sconfinato nelle acque libiche, e ancora una volta, vogliamo ricordare che questa accusa è infondata, poiché la Libia ha esteso unilateralmente le sue acque territoriali a 74 miglia dalla costa. Dunque, in realtà, i pescatori si trovavano in acque internazionali.

I pescatori di Mazara del Vallo prigionieri in Libia del generale Haftar. Da sinistra: Michele Trinca, Bernando Salvo, Giacomo Giacalone e Fabio Giacalone

L’appello dell’UE arriva dopo la liberazione della nave turca “Mabouka” fermata e sequestrata in Libia per la stessa motivazione di sconfinamento. Salvatore Quinci, sindaco di Mazara del Vallo, si è detto “incredulo”, e Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, rivolgendosi al Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, accusato da molti di non voler mostrare i muscoli, ha tuonato “Si faccia spiegare da Erdogan come farsi ascoltare da Haftar”.

Dopo l’appello di Papa Francesco durante l’Angelus dello scorso 18 ottobre e il recente sprono del Vescovo di Mazara, Don Domenico Mogavero, anche l’UE si è decisa a dare il suo sostegno ai pescatori sequestrati.

Che possa finalmente arrivare anche l’appello del Segretario Generale dell’ONU Antonio Guterres? La Voce di New York, da diversi mesi, chiede cosa ne pensa Guterres di questa situazione, ma ad oggi, in maniera vaga e poco chiara, ci è stato solamente risposto che la Missioni ONU in Libia è direttamente coinvolta e che sta facendo il possibile per far tornare a casa i pescatori. Ci auguriamo che questo possa avvenire prima di Natale, anche se rimane un dato di fatto che, a differenza della Turchia, da sola, l’Italia non è riuscita a farsi rispettare.

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