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Antonio Guterres richiede il rilascio immediato dei bambini rapiti in Nigeria

Per il Segretario Generale dell'ONU potrebbero essere fino a 300 i ragazzi rapiti da sospetti banditi nello stato di Katsina. La reazione dell'Unicef

Un bambino corre in un campo in un villaggio nello stato di Katsina, nel nord-ovest della Nigeria. (Foto UNICEF / Christine Nesbitt)

In una dichiarazione rilasciata dal suo portavoce, il segretario generale dell’ONU António Guterres ha informato che sarebbero più di trecento i bambini ancora dispersi (e probabilmente rapiti), dopo che venerdì notte, degli uomini armati hanno fatto irruzione nella scuola secondaria di scienze governative di Kankara, nello stato di Katsina. Guterres “ribadisce che gli attacchi alle scuole e ad altre strutture educative costituiscono una grave violazione dei diritti umani. Esorta le autorità nigeriane a consegnare alla giustizia i responsabili di questo atto”. Il Segretario Generale ha inoltre ribadito la solidarietà ed il sostegno delle Nazioni Unite al governo ed al popolo della Nigeria nella loro lotta contro il terrorismo, l’estremismo violento e la criminalità organizzata.

Anche il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF) ha denunciato l’attacco e ha chiesto il rilascio dei bambini. In una dichiarazione separata, Marie-Pierre Poirier, Direttore regionale dell’UNICEF per l’Africa occidentale e centrale, ha affermato che la violenza “è un triste promemoria” del fatto che i rapimenti di bambini e le gravi violazioni dei diritti dei bambini continuano a verificarsi nel nord della Nigeria. “I bambini dovrebbero sentirsi sempre al sicuro a casa, nelle scuole e nei loro parchi giochi. Siamo con le famiglie dei bambini scomparsi e la comunità colpita da questo orribile evento”. Nel febbraio 2018, gli insorti di Boko Haram avevano rapito oltre 100 studentesse di una scuola secondaria nella città di Dapchi, nel nord-est della Nigeria. Sei anni fa, nel 2014, il gruppo militante ha rapito 276 ragazze dal dormitorio della scuola di Chibok. Molte di loro rimangono disperse.

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