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Trump invia l’ambasciatrice ONU a Taiwan e la Cina replica: si scherza col fuoco

Il presidente USA continua a provocare e mentre il viaggio di Kelly Craft si avvicina, il governo cinese avverte: "chiunque giochi con il fuoco si brucerà"

Kelly Craf, l'ambasciatrice americana all'ONU (UN/Rick Bajornas)

Crescono le tensioni tra Stati Uniti e Cina. L’ambasciatrice statunitense all’ONU, Kelly Craft, si recherà a Taipei dal 13 al 15 gennaio per incontrare le controparti di Taiwan ed i membri della comunità diplomatica, tra cui anche la presidentessa Tsai Ing-wen. L’obiettivo è rafforzare il forte e continuo sostegno del governo degli Stati Uniti allo spazio internazionale di Taiwan. La Craft, infatti, terrà un discorso il 14 gennaio presso l’Istituto di diplomazia ed affari internazionali sugli straordinari contributi di Taiwan alla comunità globale.

Per la Cina questa è una vera e propria provocazione. La risposta è stata alquanto ostile. Il portavoce della Missione permanente ONU della Repubblica popolare cinese ha rilasciato un messaggio a tal proposito: “Esiste una sola Cina al mondo e la regione di Taiwan è una parte inalienabile del territorio cinese. Il governo della Repubblica popolare cinese è l’unico governo legale che rappresenta l’intera Cina. […] Gli Stati Uniti non riusciranno nel tentativo di danneggiare gli interessi fondamentali della Cina attraverso la manipolazione politica sulla questione di Taiwan. Vogliamo ricordare agli Stati Uniti che chiunque giochi con il fuoco si brucerà. Gli Stati Uniti pagheranno un prezzo pesante per la loro azione sbagliata. La Cina esorta vivamente gli Stati Uniti a porre fine alla sua folle provocazione, a smettere di creare nuove difficoltà per le relazioni Cina-USA e la cooperazione dei due paesi alle Nazioni Unite, e a smettere di andare oltre sulla strada sbagliata”.

“One China Policy”, guidata dal Taiwan Relations Act, afferma appunto il “Principio dell’Unica Cina”, e risale al 1979 quando gli USA ruppero formalmente i legami diplomatici con Taiwan, riconoscendo l’esistenza di un solo legittimo governo cinese.

Un cacciatorpediniere degli Stati Uniti armato di missili attraversa lo stretto di Taiwan (YouTube)

Dunque, rivolgendosi ormai alla nuova amministrazione Biden, il Dragone ha ribadito di non tollerare ingerenze negli affari interni e ha ricordato che i rapporti tra le due superpotenze si fondano sul riconoscimento che esiste “Una sola Cina”. Taiwan è parte della sovranità ed integrità territoriale del Paese e coinvolge i suoi interessi centrali. “Il principio di una sola Cina è ampiamente riconosciuto dalla comunità internazionale ed è una norma fondamentale delle relazioni internazionali affermata dalla risoluzione 2758 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite” ha spiegato il portavoce cinese all’ONU.

L’agitazione di Pechino è peggiorata in questi anni a causa dal sostegno crescente dell’amministrazione Trump a Taiwan. In particolare i viaggi a Taipei da parte di alti funzionari statunitensi hanno messo ulteriormente a dura prova i legami sino-statunitensi.

Jet da combattimento cinesi si sono avvicinati all’isola ad agosto e a settembre durante le ultime due visite, rispettivamente del segretario alla salute ed ai servizi umani degli Stati Uniti, Alex Azar, e del sottosegretario di Stato per la crescita economica, l’energia e l’ambiente Keith Krach. Come reagirà l’amministrazione Biden di fronte alle risposte di Pechino all’azione del presidente uscente Trump?

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