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Il comitato tecnico ONU: “un ambiente di vita sano è un diritto umano inalienabile”

In una dichiarazione congiunta, un pool di esperti chiede alle Nazioni Unite di riconoscere l'accesso ad un ambiente di vita sano tra i diritti umani

Un uomo pesca in un lago forestale in Indonesia (CIFOR / Ricky Martin)

È giunta l’ora di riconoscere formalmente il diritto ad un ambiente sano e pulito come un diritto umano. A dirlo è un pool di esperti indipendenti dell’ONU, che hanno firmato una dichiarazione congiunta in occasione della Giornata Mondiale per l’Ambiente.

Sono passati quasi cinquant’anni dalla Dichiarazione di Stoccolma sull’Ambiente Umano, nella quale i membri delle Nazioni Unite hanno asserito il diritto fondamentale ad un “ambiente di una qualità che permetta una vita dignitosa”, e secondo gli scienziati che hanno apposto la loro firma alla dichiarazione congiunta di oggi è il momento di prendere in mano la situazione e passare ai fatti.

“Dei 193 membri dell’ONU”, si legge, “156 hanno formalizzato questo diritto nelle loro Costituzioni, leggi e trattati regionali, ed è ora che l’ONU fornisca una leadership riconoscendo che ogni essere umano ha diritto a vivere in un ambiente pulito” poiché “le vite di miliardi di persone sul pianeta migliorerebbero se questo diritto fosse riconosciuto, rispettato, protetto e garantito”.

La pandemia da Covid-19, derivata probabilmente dal fenomeno della zoonosi, sempre più frequente a causa del cambiamento climatico, va a sommarsi ai dati sull’inquinamento ancora in costante ascesa e sulla drammatica perdita di biodiversità. I dati ONU non lasciano spazio al dubbio: si stimano tra 250 milioni e 1 miliardo di migranti climatici entro il 2050.

Carovana di migranti che attraversa Chiapas, Mexico. 2018. L’innalzamento delle temperature in Centro America è una delle ragioni principali dell’ondata migratoria verso gli USA. IOM/Rafael Rodríguez

Questi dati hanno spinto il comitato tecnico dell’ONU a raccomandare che il futuro dell’ambiente diventi assoluta priorità globale. Lo statement ricorda ai leader delle Nazioni Unite che sono gli stessi cittadini di tutto il mondo a richiederlo, avendo definitivamente capito, dopo l’esperienza della pandemia, che la crisi climatica danneggia direttamente la possibilità di ognuno di godere di molti fondamentali diritti umani: il diritto alla vita, alla salute, all’acqua, al cibo, ad un lavoro dignitoso, all’educazione, alla cultura.

L’idea ha già riscontrato un importante successo, ed è supportata dal Segretario Generale dell’ONU Antonio Guterres e l’Alto Commissario per i Diritti Umani Michelle Bachelet, oltre che da oltre 1’100 organizzazioni.

“In un mondo in cui la crisi ambientale globale causa oltre nove milioni di morti premature ogni anno, e minaccia la salute e la dignità di miliardi di persone”, scrivono gli esperti, “le Nazioni Unite possono essere un catalizzatore di azioni ambiziose riconoscendo che chiunque, ovunque, ha il diritto di vivere in un ambiente sano”.

Sotto il messaggio del Segretario Generale dell’ONU Antonio Guterres per la giornata internazionale dell’Ambiente.

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