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Allarme ONU: gravi violazioni dei diritti umani da parte del governo in Bielorussia

La relatrice speciale Anaïs Marin descrive la situazione a Minsk: abusi di potere, sparizioni e stupri dopo la rielezione del presidente Lukašėnka

I dimostrati alla Marcia per la Pace e l'Indipendenza a Minsk, in Bielorussia. (Foto UN/Unsplash/Andrew Keymaster)

Nell’ultimo anno, la Bielorussia è stata testimone di una crisi dei diritti umani senza precedenti, ha riferito lunedì l’esperta indipendente scelta dall’ONU per monitorare le condizioni del paese, spingendo le autorità a porre fine immediatamente alle politiche di repressione, e a rispettare le aspirazioni legittime dei cittadini.

Nel suo rapporto annuale per il Consiglio dei Diritti Umani, Anaïs Marin ha detto di aver ricevuto testimonianze di una grande quantità di episodi di violenza da parte della polizia nei confronti dei dimostranti. A partire dall’agosto scorso, infatti, milioni di persone sono state coinvolte in moti di protesta contro i risultati delle elezioni presidenziali del paese, e ci sono stati casi di sparizioni forzate, accuse di tortura e maltrattamenti, e continue intimidazioni nei confronti di esponenti della società civile.

UN VASTO SPETTRO DI ABUSI

“Le autorità bielorusse hanno avviato un assalto frontale alla società civile, limitando un vasto spettro di diritti e libertà, prendendo di mira membri di ogni strato della società e, in particolare, perseguitando in modo sistematico i difensori di diritti umani, giornalisti, operatori dei media e avvocati,” ha detto al consiglio Marin.

“La repressione è così profonda che migliaia di cittadini bielorussi sono stati forzati ad abbandonare la loro terra natale per cercare sicurezza altrove; ma l’abbattimento di un aereo civile a Minsk il 23 maggio, con l’unico apparente obiettivo di arrestare un dissidente che viaggiava a bordo di esso, ha dimostrato che nessun opponente del governo attuale è al sicuro,” ha aggiunto l’esperta.

Anaïs Marin ha indicato il deterioramento delle condizioni dei diritti umani in Bielorussia, che è iniziato nella tarda primavera del 2020 ed è culminato con l’elezione presidenziale del 9 agosto, i quali risultati sono stati ampiamente contestati.

Gli abusi sono stati riportati durante la campagna elettorale, quando la maggior parte dei candidati d’opposizione è stata forzata ad abbandonare la gara, ed il conteggio dei voti è stato segnato da accuse di frode elettorale.

VIOLENZA INGIUSTIFICATA E SPROPORZIONATA

“La mancanza di fiducia nella legittimità dei risultati elettorali ha causato proteste spontanee e spesso pacifiche, alle quali le autorità hanno risposto con forza ingiustificata, sproporzionata e spesso arbitraria,” ha detto la relatrice speciale, sottolineando che oltre 35,000 persone sono state incarcerate da allora per aver dimostrato il loro diritto di riunirsi in maniera pacifica. In questi numeri, sono inclusi donne e bambini che hanno manifestato in maniera pacifica in solidarietà alle vittime di violenza da parte della polizia.

“A partire dall’agosto del 2020 ho ricevuto innumerevoli accuse sia di pestaggi e maltrattamenti, inclusi episodi di tortura nei luoghi di detenzione, che accuse di stupri, sparizioni forzate e omicidi. Tutti questi casi devono ancora essere investigati.”

La donna si è anche detta allarmata dalle centinaia di casi di persecuzione criminale nei confronti di difensori dei diritti umani, avvocati, giornalisti e del personale medico, con la sola colpa di aver compiuto il proprio lavoro.

CHI ABUSA VIENE PROTETTO

“Sia il settore legale che quello giudiziario in Bielorussia proteggono gli autori di gravi violazioni dei diritti umani, mantenendo un sistema basato sull’impunità che non garantisce che questi episodi non si ripetano,” ha detto Marin. “Per questo motivo, la comunità internazionale dovrebbe continuare ad esigere il rilascio e la riabilitazione di chi è stato incarcerato per motivi politici, e supportare le iniziative che puntano a chiedere conto ai colpevoli di crimini serissimi.”

L’esperta delle Nazioni Unite ha anche espresso preoccupazioni sull’impatto che la repressione attuale sta avendo sul diritto all’istruzione, sottolineando le misure discriminatorie che persistono in Bielorussia contro le persone con disabilità, contro le minoranze etnolinguistiche, chi vive in aree rurali e chi è privo di libertà.

‘CONSEGUENZE DISASTROSE’

“Invito le autorità bielorusse a porre fine alle politiche di repressione, a rilasciare immediatamente e senza condizioni coloro che sono stati detenuti con modalità arbitrarie, e a garantire il rispetto dei diritti umani e delle legittime aspirazioni democratiche del popolo bielorusso,” ha detto l’esperta dell’ONU, avvertendo che un ulteriore aggravamento della crisi dei diritti umani e dell’auto-isolamento a livello internazionale avrebbero conseguenze disastrose per il paese intero.

I relatori speciali indipendenti sono nominati dal Consiglio per i Diritti Umani dell’ONU, che è basato a Ginevra. Non sono parte dello staff dell’ONU, né vengono pagati dall’organizzazione.

 

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