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Bomba atomica, Benny Gantz avverte: l’Iran a dieci settimane dal punto di svolta

Il ministro della Difesa d'Israele lo ha detto ai diplomatici dei paesi membri del Consiglio di Sicurezza dell'ONU: "Il mondo prenda azioni operative"

Il ministro della difesa israeliano Benny Gantz, qui quando era Chief of General Staff delle forze armate d'Israele (DF Spokesperson's Unit photographer/Wikimedia)

L’Iran è a sole dieci settimane dal punto di svolta per realizzare un’arma nucleare. A lanciare l’allarme è stato il ministro della Difesa israeliano, Benny Gantz, parlando a diplomatici dei Paesi membri del Consiglio di Sicurezza Onu.

L’Iran ha violato tutte le linee guida nell’accordo sul nucleare Jcpoa ed è a solo circa dieci settimane dall’acquisire materiale necessario per la fabbricazione di un’arma nucleare”, ha affermato il capo della Difesa, sottolineando che “è tempo di agire”. “Il mondo deve applicare sanzioni economiche e prendere azioni operative contro i Guardiani della Rivoluzione islamica”.

Nella stessa riunione, Gantz ha sottolineato che i Guardiani della Rivoluzione islamica iraniani (Irgc) sono i responsabili dell’attacco avvenuto la settimana scorsa al largo dell’Oman contro la petroliera Mercer Street, gestita da una società israeliana e costato la vita a due membri dell’equipaggio.

Gantz ha puntato il dito contro il Comandante delle Forze aeree dei pasdaran, Amir Ali Hajezda, e in particolare il capo della sezione che si occupa di droni, Saeed Ara Jani. 

Gli ha fatto eco il capo di Stato maggiore britannico, Nick Carter, commentando il raid, compiuto da un drone, costato la vita a due membri dell’equipaggio, un romeno e un britannico. Quest’ultimo si chiamava Adrian Underwood, era un veterano che lavorava come guardia di sicurezza.

Puntando il dito contro “il comportamento molto sconsiderato” della Repubblica islamica, il responsabile delle forze armate del Regno Unito ha sottolineato la necessità di “restaurare la deterrenza perché è un comportamento simile che porta all’escalation e questo potrebbe molto facilmente indurre un errore di valutazione e sarebbe molto disastroso per tutti i popoli del Golfo e per la comunità internazionale”.

Già nei giorni scorsi il premier britannico, Boris Johnson, aveva puntato il dito contro Teheran: “Dovrebbe affrontare le conseguenze di quello che hanno fatto”, aveva sostenuto, definendo “vitale che l’Iran e ogni altro Paese rispettino la libertà di navigazione nel mondo”. (AGI)

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