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Gli Stati Uniti a 150 nazioni: non venite all’Assemblea Generale ONU

La variante preoccupa Washington. A New York dal 21 al 27 settembre, pochi leader mondiali si incontreranno al Palazzo di Vetro, tra questi spunta Biden

Palazzo di Vetro, Nazioni Unite, New York (di Terry W. Sanders)

Quest’anno, l’Assemblea Generale alle Nazioni Unite ospiterà solo pochi protagonisti. La variante Delta torna a mettere in ginocchio gli Stati Uniti, portando la curva epidemiologica ai livelli invernali. I tassi di vaccinazione nel mondo cambiano da paese a paese e la Casa Bianca è preoccupata. Per questo la missione USA ha esortato primi ministri e capi di stato di oltre 150 paesi a considerare la possibilità di presenziare l’incontro annuale di settembre nell’East Side di Manhattan con messaggi video preregistrati.

Abbiamo bisogno del vostro aiuto per evitare che l’High-Level Week diventi un evento super-spreader”, ha scritto in una nota l’ambasciatrice americana alle Nazioni Unite, Linda Thomas-Greenfield, chiedendo anche che tutti gli eventi collaterali siano virtuali, in quanto “aumenterebbero inutilmente il rischio per la comunità, i newyorkesi e gli altri viaggiatori”.

A luglio, i funzionari ONU avevano spinto per un evento in presenza seppur impiegando le tipiche norme di distanziamento sociale e l’uso delle mascherine. Ma tornare ad una semi-normalità sembra ancora impossibile. Il virus non si arresta, e infine il Dibattito generale avrà un assetto ibrido.

Assemblea Generale delle Nazioni Unite al Palazzo di Vetro (New York) – UN photo

Un piccolo passo avanti rispetto allo scorso anno, in cui per la prima volta in 75 anni di storia delle Nazioni Unite, l’Assemblea Generale si era svolta totalmente in formato virtuale, con i messaggi video dei leader mondiali introdotti da un solo delegato del Paese presente in aula.

Tra coloro che si incontreranno al Palazzo di Vetro a New York dal 21 al 27 settembre, spunta proprio Joe Biden nell’elenco provvisorio ottenuto dall’Associated Press. Anche il presidente francese Emmanuel Macron, con il turco Recep Tayyip Erdogan e il venezuelano Nicolas Maduro intendono partecipare di persona. Presenti anche i primi ministri della Gran Bretagna Boris Johnson, l’israeliano Naftali Bennett, Narendra Modi dell’India, e altri 26 ministri del governo, tra cui il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov e il vicepremier cinese Han Zheng.

I newyorkesi eviteranno così per un altro anno consecutivo, traffico e ingorghi indotti dalla presenza di funzionari governativi, diplomatici, media di tutto il mondo e cortei presidenziali che ogni settembre invadono le strade di Midtown.

 

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