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Anniversario del rapporto di Graça Machel: le violazioni sui bambini nei conflitti armati

UNICEF e ONU celebrano il lavoro di Machel, ma le violazioni gravi esistono ancora. 26.425 nel 2020. Necessario il coinvolgimento dei singoli paesi

Un bambino etiope scappato dal suo paese dorme a Hamdayet, in Sudan (UNHCR/Olivier Jobard)

Venticinque anni fa uscì il rapporto delle Nazioni Unite intitolato “L’impatto della guerra sui bambini”, derivato da uno studio svolto dalla politica e umanitaria Graça Machel. 

Machel è stata l’unica donna ad essere prima ministra di due paesi, Mozambico e Sud Africa, e il suo rapporto ha influenzato positivamente il modo in cui vengono monitorati e riportati gli effetti delle guerre nel mondo sui bambini.

La direttrice esecutiva dell’UNICEF Henrietta Fore e la rappresentante speciale all’ONU per il tema dei bambini coinvolti nei conflitti Virginia Gamba hanno fatto uscire una dichiarazione congiunta, per celebrare gli effetti del rapporto di Machel e sottolineare il lavoro che ancora deve essere messo in atto. 

“Negli ultimi 16 anni l’ONU ha verificato 266.000 casi di violazioni gravi contro i bambini in 30 conflitti in Africa, Asia, Medio Oriente e Latino America. Questi includono più di 104.100 bambini uccisi e mutilati, 93.000 reclutati e usati per combattere o ruoli secondari, 25.700 bambini rapiti e altri 14.000 vittime di violenza sessuale su minori,” hanno dichiarato. 

Nel 2020 sono state registrate 26.425 violazioni gravi sui bambini, o tre all’ora, grazie al meccanismo di monitoraggio messo in atto dalle Nazioni Unite a partire dal 2005. Questo significa che, senza dubbio, i numeri sono in realtà drasticamente maggiori. 

Nel 2005, l’UNICEF e le Nazioni Unite hanno creato una lista di 35 piani d’azione e molti impegni unilaterali per porre fine alle violazioni sui bambini. I provvedimenti messi in atto includono la protezione dei bambini, la prevenzione di grave violazioni, il rilascio dei bambini reclutati nelle guerre, la protezione contro la violenza sessuale, la difesa di scuole e ospedali, e portare di fronte alla giustizia i carnefici.

Ad oggi, pero, molti dei paesi coinvolti nei conflitti non hanno un accordo con le Nazioni Unite volto a proteggere i diritti dei bambini, o non hanno acconsentito ad un piano d’azione per porre fine alle violazioni.

“Come ha detto Graça Machel 25 anni fa, ‘L’impatto dei conflitti sui bambini riguarda tutti e dev’essere una preoccupazione di tutti’. Le parti coinvolte nei conflitti e quelle influenzate da essi, come anche la comunità internazionale, dovrebbero ascoltare questa chiamata in azione e raddoppiare gli sforzi per porre fine alle gravi violazioni dei diritti dei bambini. Tutti i bambini hanno il diritto di essere protetti dai pericoli e di vivere in pace,” hanno scritto Fore e Gamba. 

(E. Pistarino)

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