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ONU, Conferenza a Ginevra sulla crisi afghana: ma i soldi promessi arriveranno?

Raggiunto l'obiettivo di $606 milioni. Guterres parla della speranza della popolazione afghana. Gli USA stanziano altri $64 milioni in fondi umanitari

Donne e bambini afghani vicino ad un campo dell'UNICEF. (Foto/ONU)

Proprio in queste ore, i funzionari di alto livello delle Nazioni Unite sono riuniti a Ginevra, in una conferenza speciale sulla situazione afghana. Il paese sta affrontando una crisi su ogni fronte, dovuta al conflitto prolungato, gli effetti del Covid-19, e una terribile siccità. Al momento, si pensa che 18 milioni di afghani necessitino qualche tipo di aiuto umanitario. 

L’incontro, che ha luogo a pochi giorni dall’inizio dell’Assemblea Generale a New York, punta ad evidenziare i bisogni dei cittadini afghani e a spingere, in particolare, un’urgente raccolta di fondi e le azioni richieste ai partner internazionali.

Il Segretario Generale Antonio Guterres ha iniziato il suo intervento parlando di ciò che è dovuto alla gente afgana, una necessaria ancora di salvezza che l’occidente deve prendersi il compito di fornire, dopo decenni di sofferenza, conflitti e precarietà.

Guterres ha anche sottolineato le azioni già intraprese dalle Nazioni Unite che, la scorsa settimana, hanno mandato un loro portavoce ad incontrare i leader talebani. Da questo incontro, il Sottosegretario Generale per gli Affari Umanitari Martin Griffiths ha ottenuto la promessa scritta di cooperazione, da parte delle autorità talebane, nella distribuzione di aiuti umanitari. I leader hanno anche accettato di proteggere gli operatori umanitari, incluse le donne, nella messa in atto dei loro compiti.

“Al nostro staff e a tutti gli operatori umanitari deve essere permesso di compiere il loro lavoro, dal valore vitale, in sicurezza – senza molestie, intimidazione o paura,” ha detto Guterres.

Il Segretario ha anche chiesto, a tutte le parti coinvolte, di rispondere all’appello lampo delle Nazioni Unite per donazioni che possano raggiungere $606 milioni di dollari. Nel corso della giornata, i membri dell’ONU hanno annunciato di aver raggiunto la somma a cui puntavano. 

Il Segretario Generale Guterres si è detto molto soddisfatto dei risultati della conferenza, che è riuscita a coinvolgere molti degli stati membri dell’ONU nell’assistenza umanitaria per l’Afghanistan. Durante la conferenza stampa giornaliera del suo portavoce Stéphane Dujarric, però, è risultato chiaro che non sempre le alte promesse di denaro risultano in effettive donazioni. Succede spesso, infatti, che gli impegni dei governi nei confronti delle Nazioni Unite non vengano mantenuti.

Guterres ha inoltre sfruttato l’occasione per annunciare l’allocazione di $20 milioni di dollari, prelevati del Fondo Centrale per la Risposta alle Emergenze dell’ONU stesso, per risolvere la crisi in Afghanistan. 

“Ho visitato Kabul molte volte in anni di conflitto. Queste missioni sono state piene di orrore, miseria e lutto. Ma sono anche state segnate dalla speranza, la fede e la determinazione dei cittadini afgani che ho incontrato,” ha detto Guterres. “Vogliono che le loro vite e le loro libertà vengano protette, che il loro paese sia libero dalla precarietà e dal terrore. Insomma, vogliono quello che ogni membro della famiglia umana desidera e merita. Dobbiamo investire in quella speranza.”

L’Ambasciatrice alle Nazioni Unite degli USA, Linda Thomas-Greenfield, ha annunciato durante la conferenza lo stanziamento di $64 milioni di dollari da parte degli Stati Uniti, per supportare il lavoro delle Nazioni Unite e delle ONG coinvolte. I fondi verranno utilizzati per acqua potabile e pacchi alimentari, ma anche per supportare l’istruzione dei bambini e delle bambine locali e la protezione di donne, bambini e minoranze etniche. Con questa nuova somma, gli Stati Uniti hanno raggiunto $330 milioni di dollari in assistenza, evidenziando l’impegno del paese nel supportare la popolazione afghana. 

Sia Guterres che Thomas-Greenfield hanno sottolineato che i fondi non basteranno a risolvere la crisi afgana, ma sarà necessario che rimanga sempre aperto l’accesso al paese, tramite il ponte aereo di Kabul, la cooperazione degli stati confinanti, e la totale cooperazione dei Talebani. 

“Questo è il momento di riunirsi per la comunità internazionale,” ha detto l’ambasciatrice Thomas-Greenfield. “Impegniamoci oggi a fornire supporto economico. Impegniamoci a sostenere gli operatori umanitari mentre svolgono il loro lavoro indispensabile, e ad intensificare l’azione umanitaria in Afghanistan per poter salvare la vita agli afgani bisognosi.”

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