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ONU: Il supporto dei governi locali all’agricoltura nuoce ambiente e agricoltori

Un'economista italiana tra gli autori del rapporto. Ecco le soluzioni per diminuire fame, povertà, inquinamento e disuguaglianza, aiutando i piccoli agricoltori

Una donna coltiva i campi di riso nelle Filippine. (Foto/FAO)

Un nuovo rapporto delle Nazioni Unite ha evidenziato le difficoltà degli agricoltori nel mondo, e l’inefficacia del supporto fornito dai governi locali. Intitolato Un’opportunità da un miliardo di dollari: riproporre i supporti agricoli per trasformare i sistemi alimentari”, è stato uno sforzo congiunto da parte dell’Organizzazione del Cibo e dell’Agricoltura (FAO), e dei programmi per lo sviluppo (UNDP) e per l’ambiente (UNEP) dell’ONU, con l’obiettivo di raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile del 2030. 

Il rapporto è stato scritto da due esperti della FAO, tra cui l’economista italiana Valentina Pernechele, che hanno trovato soluzioni per rendere il sistema odierno più sostenibile ed efficiente per i piccoli contadini locali. 

Ad oggi, secondo lo studio, l’87% dei $540 miliardi forniti dai governi per favorire la produzione agricola finanziano iniziative che distorcono i prezzi del cibo, ledono la salute delle persone, e risultano in gravi danni ambientali. Questi fondi, stanziati principalmente sotto forma di incentivi, dazi e sussidi, non sono equi, e favoriscono i grandi business agricoli contro i piccoli agricoltori che li necessitano più urgentemente, molti dei quali sono tradizionalmente donne. 

Una donna lavora nei campi. in molte zone del mondo, infatti, è tipico che i piccoli agricoltori siano donne. (Foto/FAO)

Nonostante ad oggi la maggior parte dei fondi abbia conseguenze negative sui sistemi alimentari mondiali, il rapporto sottolinea l’importanza di stanziare grandi somme per supportare l’agricoltura: $110 miliardi, infatti, supportano le infrastrutture e la ricerca in maniera indispensabile per il settore. 

Il suggerimento, quindi, non è di diminuire la quantità di denaro utilizzata in questo senso, ma cambiare le iniziative e i metodi secondo i quali le somme vengono allocate. I risultati sarebbero eccezionali: questa soluzione potrebbe aiutare a porre fine ad insicurezza alimentare e povertà, migliorare la nutrizione, promuovere scelte sostenibili, diminuire le disuguaglianze e mitigare il cambiamento climatico, limitando l’inquinamento e ripristinando la natura.  

Oltre ai tragici risultati del sistema attuale, il rapporto ha anche portato diversi esempi di riforme effettuate negli ultimi anni, che hanno diversificato l’agricoltura rendendola più sostenibile. Tra questi, il Regno Unito ha rimosso i sussidi, in accordo con il sindacato degli agricoltori locali, mentre il Senegal un programma chiamato PRACAS incentiva i contadini a diversificare i raccolti.

Una delle molte piantagioni di soia o canna da zucchero che hanno sostituito ettari di foresta nella Foresta Amazonica. (Foto/UNEP)

Il direttore generale della FAO, Qu Dongyu, ha presentato il progetto al panel di oggi, definendolo “un campanello d’allarme per i governi mondiali”.

“I governi devono ripensare l’intero sistema di supporto agricolo, per fare si che si adatti all’obiettivo di trasformare i nostri sistemi agro-alimentari, contribuendo ai Quattro Miglioramenti: nutrizione migliore, produzione migliore, ambiente migliore e vita migliore,” ha detto Dongyu. 

L’agricoltura è una delle più grandi cause del cambiamento climatico nel mondo, ma è anche uno dei settori che ne subisce più drasticamente le conseguenze. Per questo motivo, il rapporto è stato pubblicato a pochi giorni dal 2021 Food Systems Summit del 23 settembre, in cui il Segretario Generale António Guterres incontrerà altri esperti e parti interessate per discutere modi più sani, sostenibili e giusti per gestire i sistemi alimentari globali.

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