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Giornata internazionale contro il nucleare: Guterres e Italia spingono per il disarmo

Otto i paesi che devono ancora ratificare il Comprehensive Nuclear-Test-Ban Treaty, inclusi gli USA. Timore per la modernizzazione degli arsenali nucleari

Un test nucleare condotto dagli Stati Uniti a Enewetak Atoll il 1 novembre 1952 (Foto/UN)

Nella Giornata Internazionale per la Totale Eliminazione delle Armi Nucleari, tenutasi ieri 26 settembre, il Segretario Generale dell’ONU Antonio Guterres ha discusso la sua preoccupazione per la minaccia del nucleare. 

Fin dai primi momenti delle Nazioni Unite, nel 1946, uno degli obiettivi centrali dell’organizzazione è stato quello di regolamentare e controllare l’uso di armi nucleari nel mondo. Per anni, lo sforzo diplomatico guidato dalle Nazioni Unite ha puntato al disarmo nucleare, come modo per porre fine ai conflitti nel mondo e preservare la pace.

“Questo è il momento di eliminare le armi nucleari dal nostro mondo, inaugurando una nuova era di dialogo, fiducia e pace,” ha dichiarato Guterres nel suo discorso commemorativo. 

Il Segretario Generale ha anche spiegato che, per quanto siano in diminuzione da decenni, rimangono molte armi nucleari in giro per il mondo: 14.000 circa. Gli stati, inoltre, continuano a migliorare i propri arsenali, con il rischio di una nuova corsa agli armamenti. 

“L’umanità continua ad essere inaccettabilmente vicina all’annientamento nucleare,” ha commentato Guterres. 

Il Segretario Generale ha poi raccomandato a tutti i paesi che continuano a possedere armi nucleari di firmare il Comprehensive Nuclear-Test-Ban Treaty (CTBT), entrato in vigore nel 1996 e firmato da 185 paesi.

Anche l’Ambasciatore italiano alle Nazioni Unite Maurizio Massari ha parlato del trattato come di un documento fondamentale, che è molto importante venga firmato da tutti gli stati membri il prima possibile.

L’Ambasciatore Maurizio Massari durante il suo intervento di fronte al Consiglio di Sicurezza dell’ONU. (Foto/Press Italy UN)

“Ogni stato che ha ratificato il documento ha l’opportunità di confermare l’urgenza dell’entrata in vigore del CTBT, e la speranza della sua universalizzazione, evidenziando il valore essenziale dell’accordo come pietra miliare sulla strada per il disarmamento e la non-proliferazione,” ha dichiarato Massari al briefing del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. “È molto urgente che gli otto stati rimasti firmino il trattato senza ulteriori ritardi e che tutti gli stati evitino di testare esplosivi nucleari.”

Gli otto paesi che ancora non hanno firmato l’accordo, lasciando il mondo in una condizione di limbo, sono Cina, Egitto, India, Iran, Israele, la Repubblica Democratica di Corea, Pakistan e Stati Uniti. 

Parlando al Consiglio di Sicurezza, la Sottosegretaria-Generale per il Disarmo dell’ONU, Izumi Nakamitsu, ha espresso le stesse preoccupazioni di Guterres per la modernizzazione e l’espansione degli arsenali nucleari. 

“Con il continuo declino delle relazioni tra gli stati che possiedono armi nucleari, non possiamo più dare per scontato che le norme contro i test nucleari continuino a reggere,” ha aggiunto Nakamitsu.

 

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