Cerca

OnuOnu

Commenti: Vai ai commenti

Il Sahara Occidentale è bollente: l’Onu chiede aiuto a Staffan de Mistura

Antonio Guterres nomina il diplomatico italiano per risolvere la crisi nel Western Sahara che crea tensioni tra Marocco e Algeria

Staffan de Mistura, former UN Special Envoy to Syria, at the Security Council speaking on the situation in the Middle East. (UN Photo/Mark Garten)

A 74 anni rimane infaticabile. Staffan de Mistura scenderà in campo come inviato speciale delle Nazioni Unite nel Sahara Occidentale. Il diplomatico italo-svedese è stato chiamato in soccorso da António Guterres, Segretario Generale dell’Onu, per occuparsi della grave crisi del Sahel che coinvolge Marocco e Algeria.

De Mistura, molto apprezzato dalle cinque potenze del Consiglio di Sicurezza, è stato a lungo inviato speciale Onu in Siria. Una pace, quella siriana, definita Mission Impossible” che nel 2014, però, non scoraggiò il diplomatico italiano. Anzi, definendosi un “ottimista cronico”, accettò l’incarico che gli offrì l’allora Segretario generale Ban Ki-moon. Si distinse per i coraggiosi interventi umanitari quando le città siriane venivano assediate e bombardate, ma nel 2018 annunció che si sarebbe dimesso dal suo incarico per ragioni personali: “La mia famiglia, dopo questi quattro anni, merita un po’ di attenzioni“.

Eppure, il veterano diplomatico al servizio delle Nazioni Unite ha ancora una volta ceduto alla richiesta di aiuto del Segretario Generale. Guterres sapeva bene che fare il suo nome ai Quindici del Consiglio avrebbe spalancato le porte alla sua nomina per la difficile missione nel Western Sahara.

De Mistura che parla correttamente sette lingue, compreso l’arabo, ha oltre 40 anni di esperienza in diplomazia. Dopo aver assolto incarichi difficili in Afghanistan, Iraq e Libano Meridionale, è stato anche nominato Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri e successivamente Vice Ministro degli Esteri italiano nei governi di Monti e Letta.

La nuova sfida tra Marocco e Algeria è delle più complicate, soprattutto dopo che i due Paesi hanno interrotto le relazioni diplomatiche nell’agosto scorso.

La principale ragione del conflitto affonda le radici nella questione del Sahara Occidentale, regione a sud del Marocco considerata parte integrante del territorio, ma abitata dal popolo Saharawi, che dal ’75 rivendica il suo diritto ad autodeterminarsi e ad acquisire l’indipendenza. Durante gli anni del processo di decolonizzazione, il Fronte Polisario – riconosciuto dall’Onu come rappresentante legittimo del popolo Saharawi, – annunciò la nascita della Repubblica Democratica Araba dei Saharawi (RASD), un governo in esilio che gode del sostegno algerino. La richiesta del referendum mai concessa dal Marocco, portò ad una guerriglia che proseguì fino al ’91, quando venne dichiarato un cessate il fuoco.

Le relazioni tra i due Paesi sono peggiorate nuovamente nel 2020, quando sotto la presidenza Trump, il Marocco ha rafforzato il dialogo con Israele. Il compromesso raggiunto che ha scatenato l’opposizione algerina, è stato il riconoscimento americano della sovranità marocchina sul Sahara occidentale.

De Mistura inizierà la sua missione in un clima di profonda tensione.

 

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter