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Guidare uccide più dell’AIDS, ma l’intelligenza artificiale ci salverà

L'Oms ha pubblicato uno studio che certifica milioni di morti l'anno per incidenti stradali, così l'Onu ha introdotto l'IA al volante per dimezzare i decessi

Incidente stradale - ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

Mettersi al volante è molto più pericoloso che farsi iniettare una dose di vaccino. Lo ha detto il virologo Roberto Burioni: “il rischio maggiore lo correrete non per la vaccinazione, ma durante il tragitto che va da casa vostra al centro vaccinale. Quindi guidate con prudenza”.

A ben guardare i dati, Burioni non sbaglia. Secondo l’OMS, ogni anno 1,25 milioni di persone muoiono in un incidente stradale: numeri che, se guidare fosse un virus, lo metterebbero nella top 10 dei più letali al mondo, superando addirittura Aids e tubercolosi.

Venuto a conoscenza di questi dati, l’ONU ha deciso di implementare un’iniziativa di intelligenza artificiale per la sicurezza stradale, che prende il nome di AI for Road Safety, come parte degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Lo scopo è semplice: dimezzare da qui a dieci anni le vittime alla guida entro il 2030.

Il copilota virtuale in un tir – Ansa

Certo, non tutte le zone del mondo sono uguali. La probabilità di morire su un mezzo di trasporto, che sia a una o due ruote, varia in base alla ricchezza delle aree geografiche. In Europa si parla di 9,3 morti ogni 100.000 persone, ma in Africa, ad esempio, la cifra è doppia. L’occidente e le zone sviluppate dell’Asia hanno visto negli ultimi anni un decremento del tasso di incidenti, complice il progressivo sviluppo delle tecnologie di sicurezza, ma nel “continente nero” non si vedono ancora segnali di miglioramento. Lì, i governi non hanno fondi da spendere per controllare e riparare le strade e a loro volta i cittadini non possono permettersi automobili dotate di sistemi adeguatamente sviluppati.

Per l’OMS, il vero problema è la velocità. Sulle strade si corre troppo e bastano pochi chilometri orari in più per mettere a rischio la vita di migliaia di persone. Anche qui, per comprendere nel concreto il discorso, le cifre arrivano in soccorso. Un aumento della velocità dell’1%, si traduce in un incremento degli incidenti mortali pari al 4%. Allo stesso tempo, un calo del 5% fa diminuire gli scontri (inclusi quelli lievi) del 30%.

Bus distrutto in un incedente nello Zimbabwe – EPA/AARON UFUMELI EDITORS GRAPHIC CONTENT

Queste percentuali, parlando di milioni di casi, si traducono in centinaia di migliaia di vite salvate ogni anno.

C’è poi la questione dell’alcol e qui le statistiche si impennano. Il 35% dei decessi avviene a causa di un eccesso di tasso alcolico nel sangue. I Paesi più poveri non sono intervenuti con la giusta severità su questo fronte, mentre le nazioni dove il reddito è maggiore hanno adottato una serie di regole molto stringenti.

Dal momento che prevenire è sempre meglio che curare, il progetto portato avanti dall’ONU esplorerà il ruolo dell’intelligenza artificiale per costruire veicoli e infrastrutture stradali più sicure, verificare la risposta “post-crash” delle vetture e studiare dati e quadri normativi sulla sicurezza stradale. L’occhio sarà rivolto soprattutto alle zone povere del pianeta, il cosiddetto “terzo mondo”, ma l’implementazione di nuove tecnologie nella costruzione delle vetture avrà effetti immediatamente visibile anche tra le nostre strade.

Mettereste la vostra vita nelle mani di un computer? Visti i numeri, conviene fidarsi.

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