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Onu, Antonio Guterres si scaglia contro il “travel apartheid” imposto all’Africa

Il Segretario generale difende il continente africano e accusa i Paesi ricchi: soltanto il 6% dei cittadini ha completato il ciclo vaccinale

Secretary-General António Guterres (left) and Moussa Faki Mahamat, Chairperson of the African Union Commission, hold a press conference on the fifth African Union-United Nations Annual Conference. (UN Photo/Evan Schneider)

Sarà per la pronuncia di un portoghese che parlava francese, ma aveva un tono perentorio il Segretario Generale dell’Onu Antonio Guterres mentre dal Palazzo di Vetro tentava di difendere l’Africa dalle ingiustizie che i Paesi ricchi le infliggono. E’ qui che si sarebbe formata Omicron, la nuova variante del Covid-19 che spaventa il mondo. E ora il continente è accusato di avere pochi vaccini. I Paesi europei e gli Stati Uniti hanno già imposto nuovi travel ban, ma per Guterres vietare i viaggi è inutile. Il virus si combatte insieme, e semmai l’Africa va aiutata e non isolata. Per questo, durante la conferenza stampa a seguito dell’incontro tra l’Unione Africana e le Nazioni Unite, il Segretario generale si è scagliato contro il “travel apartheid” dell’Occidente.

Ai giornalisti di New York, Guterres ha spiegato che soltanto il 6% dei cittadini africani ha completato il ciclo vaccinale e questo crea inevitabilmente grande preoccupazioni sul futuro della regione.

Moussa Faki Mahamat, Presidente della Commissione dell’Unione Africana, ha sottolineato come le percentuali di vaccinati in Africa siano dieci volte inferiori rispetto al rispetto al resto del mondo. Poi, ha posto l’accento sulle minacce terroristiche che creano tensione nel territorio e sulle varie crisi politiche, a partire da quella libica.

Facendo eco alle parole di Guterres, Mahamat ha chiesto di porre fine alle ingiustizie perché l’Africa oggi, non solo è condannata a non avere i vaccini necessari per affrontare la pandemia, ma anche a non avere le risorse finanziarie necessarie per risollevare l’economia e a subire le peggiori conseguenze dei cambiamenti climatici.

È sembrato un appello al mondo, forse una richiesta di aiuto perché la solidarietà – oggi più che mai – risulta l’unica strada per affrontare le sfide globali.

Una donna e il suo bambino aspettano fuori da una clinica medica gratuita a Kismayo, in Somalia (Foto ONU/Ramadan Mohamed Hassan)

Guterres ha chiesto un piano globale che possa coinvolgere tutti i Paesi capaci di produrre inoculazioni, e ha gettato il suo peso alla base della strategia dell’Organizzazione mondiale della sanità per l’ottenimento dei vaccini a favore del 70% della popolazione mondiale a partire dalla metà del 2022.

Il capo dell’Onu ha anche sottolineato la necessità di continuare a sostenere – con maggiore vigore – la produzione di vaccini in Africa.

Mentre, sull’economia, Guterres ha dichiarato che gli Stati più deboli stanno annegando nei debiti. Secondo il Segretario, mentre le economie più forti stanno investendo il 28% del Prodotto Interno Lordo nella ripresa, i paesi meno sviluppati soltanto l’1,8%. Uno dei tanti dati citati, che dimostra con chiarezza quello che sta accadendo nel mondo.

È per questo che Guterres ha concluso dicendo che “l’iniziativa di sospensione del debito deliberata dal G20 va prolungata anche per il prossimo anno“.

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