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ONU, ecco le 10 gaffes umanitarie del 2021 secondo UN Watch

Il report annuale dell'Ong sugli svarioni delle Nazioni Unite: dall'Iran scelto per promuovere l'uguaglianza di genere all'aiuto a Pechino per reprimere il dissenso

UN Secretary-General Antonio Guterres (right) with China's Xi Jinping (left) - UN Photo / Jean-Marc Ferré (via Flickr)

L’organizzazione non governativa UN Watch ha pubblicato il suo resoconto delle 10 peggiori azioni compiute dall’ONU nel corso del 2021. L’ONG svizzera, fondata nel 1993 dall’attivista statunitense Morris B. Abram, ogni anno rilascia una speciale classifica dedicata agli strafalcioni umanitari commessi in seno agli organismi delle Nazioni Unite – la cui Carta impegna a “promuovere e incoraggiare il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali”.

Ecco la top (o worst) 10:

  • 10I complimenti dell’UNHRC alla Mauritania schiavista

Il Consiglio ONU per i diritti umani (UNHRC) ha pubblicamente elogiato la situazione relativa ai diritti umani in Mauritania, nonostante nel Paese viga da tempo lo schiavismo. Assieme al Consiglio, a congratularsi con lo Stato est-africano sono stati anche Cina, Corea del Nord e Cuba.

  • 9Chiusura dell’indagine sulla guerra in Yemen per le pressioni saudite

Lo stesso Consiglio per i diritti umani sembra aver ceduto alle intense pressioni dell’Arabia Saudita per interrompere l’indagine sui presunti crimini di guerra commessi in Yemen (guerra lanciata proprio da Riad contro i ribelli Houthi). Tra i mezzi utilizzati dal Regno per convincere i membri del Consiglio spicca una proposta di supporto finanziario al Togo e una minaccia di chiusura della Mecca ai cittadini indonesiani.

La devastazione causata dal lungo conflitto in Yemen (UNDP Yemen)

  • 8La Bielorussia entra nella Commissione per prevenire il crimine

Mentre buona parte dell’Occidente condannava Lukašėnka per la brutale repressione dell’opposizione, ad aprile il Governo bielorusso veniva eletto come membro della Commissione ONU per la prevenzione del crimine e per la giustizia penale. Nei mesi successivi, le autorità di Minsk avrebbero continuato a minacciare e ricercare attivisti persino all’estero, in aperta violazione del diritto internazionale.

  • 7Consiglio ONU dei diritti umani? Il 68% dei membri è autoritario

Ottobre non sembra essere stato un mese da incorniciare per i diritti umani, dato che Stati autoritari o semi-autoritari come Camerun, Eritrea, Kazakistan, Qatar e Somalia sono stati ufficialmente eletti nuovi membri del Consiglio ONU per i diritti umani. Non saranno in cattiva compagnia, dato che il Consiglio conta già membri a pieno titolo quali Cina, Cuba, Libia, Pakistan, Russia e Venezuela. Il risultato? Dal 1° gennaio il 68,1% dei seggi del Consiglio per i diritti umani sarà occupato da Stati che li violano sistemicamente.

  • 6In Venezuela l’ONU dà colpa all’Occidente, ma non a Maduro

Ad opinione della relatrice speciale ONU Alena Douhan, gran parte dei problemi che affliggono l’economia e la società venezuelana sono il risultato delle sanzioni occidentali. La funzionaria bielorussa, il cui titolo ufficiale è “relatrice sull’impatto negativo delle misure coercitive unilaterali sul godimento dei diritti umani” (una carica creata dall’Iran nel 2014), lo ha affermato in seguito a una visita ufficiale a Caracas, ricevendo i complimenti del presidente Maduro.

  • 5L’Assemblea generale fa la voce grossa con Israele, meno con gli altri 

Sono 14 le risoluzioni in cui l’Assemblea generale dell’ONU ha espresso una ferma condanna delle azioni israeliane nei territori occupati, molte di queste votate anche da Paesi europei (tra cui Francia, Germania e Regno Unito). Tuttavia, sono state appena 5 le risoluzioni adottate contro tutti gli altri Paesi – e nemmeno una contro Algeria, Arabia Saudita, Bielorussia, Cina, Pakistan, Turchia, Venezuela e Vietnam.

  • 4La Siria di Assad nel CdA dell’OMS

Per il direttore internazionale di UN Watch, Hillel Neuer, l’elezione della Siria nell’executive board dell’OMS è “come nominare un piromane a capo dei pompieri“. Il regime alawita di Assad si è infatti macchiato di milioni di vittime (dirette o indirette) durante il conflitto civile siriano, durante il quale l’esercito regolare non ha risparmiato nemmeno ospedali e personale medico.

  • 3L’UNHRC ignora i crimini talebani

Dopo la repentina riconquista del potere dei talebani in Afghanistan, il Paese ha assistito a scene di panico che non si vedevano da vent’anni. Un via vai di aerei che dall’aeroporto di Kabul ha cercato di mettere in salvo non solo le delegazioni diplomatiche ma anche cittadini afghani (molte donne) timorosi delle purghe talebane. Eppure, nella risoluzione adottata dal Consiglio UNHCR in quei drammatici giorni, non c’è una riga di condanna nei confronti delle atrocità commesse dagli studenti coranici.

Gruppo di militanti talebani (Immagine da YouTube)

  • 2Assist ONU alla Cina nella repressione del dissenso

Il 9 novembre, la funzionaria ONU Emma Reilly ha rivelato al quotidiano Le Monde che il Consiglio ONU per i diritti umani avrebbe passato al Governo cinese i nomi di alcuni attivisti e dissidenti anti-regime. Il 10 novembre, Reilly è stata licenziata in tronco. Il caso è stato sollevato da UN Rights, ma senza successo.

  • 1L’Iran scelto per promuovere i diritti delle donne

Nella scelta di un paladino per la promozione dell’uguaglianza di genere, una teocrazia non è tradizionalmente il candidato ovvio. Eppure, dopo uno scrutinio segreto compiuto ad aprile, l’Iran è stato ammesso a far parte della Commissione ONU sullo stato delle donne per il prossimo quadriennio. A votare per Teheran, dove le donne vivono in una condizione di subalternità sostanziale e legale, anche quattro democrazie.

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