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Addio a Nedo Fiano, testimone del crimine dell’Olocausto per i giovani italiani

Scompare all'età di 95 anni uno degli ultimi ebrei italiani sopravvissuti ai lager nazisti che si dedicò affinché le nuove generazioni non dimenticassero mai

Nedo Fiano, Firenze, 25 aprile 1925- Milano, 18 dicembre, 2020

E’ morto ieri sera a Milano Nedo Fiano, uno degli ultimi sopravvissuti degli italiani ebrei deportati dai nazisti ad Auschwitz.  Suo figlio Emanuele, esponente di spicco del PD in Parlamento, ha annunciato così su Facebook la scomparsa del padre: “Papà ci ha lasciati. Ci rimarranno per sempre le sue parole e il suo insegnamento, il suo ottimismo e la sua voglia di vivere. Non avrò mai io la forza che ebbe lui e che lo fece risalire dall’abisso, ma da lui ho imparato che per le battaglie di vita e contro ogni odio bisogna combattere sempre. Questo ci ha insegnato la memoria che lui ha contribuito a diffondere. Sia lieve a papà la terra che lo accoglie e sempre su di noi la sua mano ci protegga”.

La copertina del libro di Nedo Fiano, con la divisa da deportato di Auschwitz: il numero A5405 è quello che gli fu tatuato dai nazisti e che Nedo portava ancora sulla pelle.

Nedo Fiano, classe 1925, era nato a Firenze e alla promulgazione delle leggi razziali del 1938, fu costretto come tutti i figli degli ebrei italiani ad abbandonare la scuola, “vivendo come un fantasma”, disse tanti anni dopo ricordando quel periodo e come molti suoi compagni di colpo facessero finta di non vederlo per le strade di Firenze. Nel 1944 fu deportato con tutta la sua famiglia ad Auschwitz. 

Nedo, anche in tarda età, continuerà a viaggiare in lungo e largo l’Italia per raccontare agli studenti delle scuole quel nefasto viaggio nei vagoni blindati così come la terribile esperienza nei campi di concentramento in cui fu l’unico a sopravvivere della sua famiglia. Scriverà un libro di memorie intitolato A5405, Il coraggio di vivere, dal numero che i nazisti gli impressero nel braccio per sempre.

Nel dopoguerra Fiano si trasferì per gli studi a Milano. Sposato con Rina Lattes, ebbe tre figli: Emanuele, Enzo e Andrea (giornalista a New York). Diventato un dirigente d’industria, Nedo per il resto della sua vita si assicurò sempre di tenere viva la memoria della storia dell’Olocausto, soprattuto nelle scuole, convinto che fosse fondamentale che le nuove generazioni sapessero quello che era accaduto. Fiano è stato anche uno dei maggiori collaboratori del Centro di documentazione ebraica di Milano.

Illustrazione di Antonella Martino

Nedo Fiano venne a New York a presentare quel suo libro e ricordiamo una gran folla nel 2004 al Centro Primo Levi di Manhattan quando lesse alcune pagine delle sue memorie. Sulla Voce di New Yorkpubblicammo un estratto da quelle pagine che potete leggere qui. Dopo la scomparsa di Nedo Fiano, ci auguriamo che non si smetta mai di leggere le sue memorie nelle scuole italiane. 

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