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Ecco la cretinocerazia dei no vax che si acculturano sui social

Sbandierano una biblica libera scelta che significherebbe “avere la libertà di fare quel cavolo che mi pare”: è evidente che soffrono di un deficit di comprensione

Una manifestazione noVax a Union Square, New York (Foto di Terry W. Sanders)

La democrazia è diventata cretinocrazia. Si può anche essere laureati ed essere dei cretini. Ciò che accumuna i cretini laureati ai cretini non laureati è che entrambi sono cretini patentati, non perché abbiano conseguito la patente di guida, ma perché si sono autoabilitati a sputare sentenze su argomenti che non conoscono affatto. E più ignorano la materia di cui parlano, più emettono i loro verdetti. Ovviamente di questi tempi, l’argomento principe è il Covid. Tutti sembrano ignorare che è una pestilenza che ci è capitata e che dobbiamo correre ai ripari con gli strumenti che abbiamo a disposizione. Si spendono fiumi di inchiostro e maree di parole cercando di individuare colpevoli, approfittatori e usurpatori della libertà altrui. Lor signori no vax, che si acculturano sui social, sostengono che il governo italiano avrebbe dei sordidi business con le case produttrici dei vaccini, anzi tutti i governi li avrebbero. Insomma un complotto planetario ai danni del popolo.

Una recente manifestazione noVax a Union Square, New York (Foto di Terry W. Sanders)

E sbandierano una biblica libera scelta che, come ho sentito profferire, significherebbe “avere la libertà di fare quel cavolo che mi pare”.  Quindi sollevano al cielo urla sciacalliche perché non possono fare bisboccia con gli amici, come fosse una limitazione della loro libertà il non andare in giro a infettare il prossimo. Il governo italiano, ormai stremato, ha concesso a questi untori di andare in vacanza senza green pass, che sarà richiesto solo dal primo settembre in poi. Qualcuno non arriverà a settembre, perché creperà prima, come è successo a un businessman triestino cinquantenne che viveva a Miami e diceva che il Covid era una semplice influenza. A fine estate ci ritroveremo, come già sta succedendo, con una significativa recrudescenza dei contagi.

Una manifestazione noVax a Union Square, New York (Foto di Terry W. Sanders)

E’ evidente che tali italiani soffrono di un deficit di comprensione. Ma è triste che lor signori siano trattati al pari di persone che invece sono in grado di afferrare la gravità della situazione epidemica in cui versiamo e si sono vaccinati. Anzi, mi sono sentita dire: “Io sono orgoglioso della mia ignoranza”. Quasi che la cultura sia un orpello di cui bisogna fare a meno. Pazienza, se poi si è incivili e si calpestano i diritti del prossimo. Il rispetto è un sentimento di stima, ma viene travisato come un atto di riconoscimento della propria inferiorità. Vogliamo dire che chi non ha studiato è intellettualmente ignorante? Non è un’offesa, è un dato di fatto. Non ha gli strumenti culturali per valutare e comprendere. Come io posso ammettere che sono tecnologicamente ignorante e che se fosse per me illuminerei ancora la casa con le candele e potrei viaggiare solo a cavallo. Non mi offendo mica se mi dicono che sono giurassica. Ma a differenza della tecnologia, la cultura è il linguaggio che ci ha permesso di acquisire i rudimenti della civiltà per poter vivere in società. Senza norme e regole, che ci siamo dati, saremmo ancora a spararci da una finestra all’altra e a rubare nella casa del vicino, come succedeva fino a qualche secolo fa. Saremmo degli incivili. Il percorso di civilizzazione è molto più arduo e lento del progresso tecnologico, perché richiede di formare l’anima non gli oggetti inanimati.

Una manifestazione noVax a Union Square, New York (Foto di Terry W. Sanders)

Certo ci sono persone con patologie e posso capire che queste non si sentano di affrontare un vaccino pesante, ma spesso rischiano di più a non farlo.  Considerato poi che ingoiano senza colpo ferire ogni sorta di medicine piene di controindicazioni.

Trascrivo qui quanto viaggia su Facebook, che permette di scrivere a tutti, anche a chi ha cultura. In questo caso è un appello ai no vax talmente elementare che dovrebbero comprenderlo. E vergognarsi; benché anche per vergognarsi ci vuole un’anima.

“Io sono vaccinato. Io entro in contatto con la variante Delta. Io prendo il raffreddore. Io però non replico il virus in modo significativo. Il virus dopo qualche giorno muore. Nei giorni in cui il virus non è ancora morto, io entro in contatto con te e ti trasmetto il virus. Se tu sei vaccinato, tu non replichi il virus in modo significativo. Il virus, che ha vita di qualche giorno, muore definitivamente. Se tu non sei vaccinato, il virus si moltiplica in modo esuberante. Replicandosi in tal modo può mutare più facilmente. La mutazione è casuale. Una di queste mutazioni può produrre una variante resistente agli anticorpi prodotti col vaccino. Conclusione: se tutti siamo vaccinati, replichiamo poco il virus, il virus non riesce a mutare, e dopo un po’ scompare. Se molti non sono vaccinati, il virus replica tanto, quindi muta, ecco il rischio di una variante cattiva”.

Regolatevi.

 

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