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La nostra battaglia in Parlamento per una Rai accessibile anche in America

Quali provvedimenti si intendono adottare “per permettere ai connazionali residenti all’estero di continuare a seguire i programmi Rai a costi ragionevoli?”

La risposta della Rai arrivata il 22 ottobre scorso è del tutto insufficiente, una risposta descrittiva della situazione che non entra nel merito del Quesito posto da me e dal collega Giorgio Mulè.

All’inizio di ottobre, gli italiani che vivono in USA hanno avuto una brutta sorpresa dalla Rai e cioè la cancellazione dei programmi Rai dai palinsesti delle piattaforme satellitari che offrivano tali servizi sul territorio americano. Di conseguenza vi è stata la necessità di ricorrere all’abbonamento ad altre piattaforme per continuare a vedere i programmi Rai con un aumento dei costi ingiustificabile. Inoltre, la qualità delle immagini trasmesse risultano veramente scarse mentre i programmi in Italia vengono registrati in formato HD.

Insomma, una sorpresa che nuoce agli italiani d’America e all’immagine dell’Italia, per i costi e per la qualità tecnica dei programmi che fanno pensare ad una Italia rimasta indietro nella tecnologia, cosa che invece non è vero!

Abbiamo bisogno di trasmettere immagini adeguate ad esprimere la bellezza che l’Italia può mostrare al mondo e credo che la Rai, come azienda pubblica, debba riflettere su questo.

I cittadini italiani residenti in Nord America hanno tutto il diritto di usufruire del Servizio Pubblico radiotelevisivo italiano ad un prezzo sostenibile e con una qualità ricettiva adeguata ai tempi. Anche chi non sa usare le nuove tecnologie informatiche, per usare un pc per vedere le trasmissioni prive di copyright, ha diritto a vederle semplicemente sintonizzandosi su un canale televisivo che ritrasmette i programmi italiani così come sono stati realizzati e non imbruttiti dalla mancanza della definizione HD.

La Rai, per chi si è trovato a vivere lontano dall’Italia, è sempre stata un punto di riferimento saldo, un ponte con la Madrepatria, uno strumento per far ascoltare la lingua italiana ai propri figli e quindi trasmetterla.

Per questi motivi ho condiviso la protesta dei connazionali residenti in USA e, all’inizio di ottobre, assieme al collega Giorgio Mulè (Portavoce Unico dei Gruppi Senato e Camera di Forza Italia), ho depositato in Commissione di Vigilanza Rai un Quesito al Direttore generale dell’Azienda radiotelevisiva pubblica italiana per chiedere “quali provvedimenti” si intendono adottare “per permettere ai connazionali residenti all’estero di continuare a seguire i programmi Rai a costi ragionevoli”.

La risposta della Rai è arrivata il 22 ottobre scorso ed è del tutto insufficiente, una risposta descrittiva della situazione che non entra nel merito del Quesito posto da me e dal Collega Mulè.

Infatti, nella sua risposta, la Direzione Rai, dopo aver descritto la situazione ed aver riportato il fallimento del negoziato con l’operatore satellitare Dish, afferma semplicemente di aver assicurato la massima distribuzione possibile della propria offerta  e che, ad oggi, i canali Rai, negli Stati Uniti, sono diffusi da 18 operatori.

Neanche una parola su come venire incontro alle richieste degli italiani d’America, neanche un barlume di impegno per migliorare la situazione.

Pertanto, io ed il collega Mulè non siamo soddisfatti della risposta e continueremo a dare battaglia finché la Rai non agirà in maniera concreta per permettere agli italiani del Nord America di seguire i suoi programmi in maniera decente e ad un prezzo sostenibile. In questa battaglia non saremo soli, avremo sicuramente il vostro supporto e quello dei tanti amici parlamentari, alla Camera ed al Senato di ogni schieramento, che hanno a cuore gli italiani all’estero oltre ogni colore politico.

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