Cerca

EXPATEXPAT

Commenti: Vai ai commenti

E se il sogno di vincere la Green Card si avverasse all’improvviso?

Incontro con Ylenia Basilico, brianzola di Saronno che, come in una serie Tv, ha visto realizzarsi il sogno (americano) di una vita

Ylenia Basilico.

Quando hai scoperto di aver vinto la Green Card come hai reagito? "Non potevo crederci. Ero pronta per partire per il Canada, destinazione alternativa poiché gli Stati Uniti erano all'epoca irraggiungibili. Lo dissi subito ai miei genitori e nei giorni successivi a due o tre amici intimi"...

Durante il mio ultimo viaggio a Boston incontro Ylenia Basilico al ritiro bagagli del Logan Airport e scambiamo insieme qualche parola. Dal suo accento brianzolo scopro essere una ragazza italiana di Saronno oggi cittadina americana e che ha vinto la Green Card! L’occasione è ghiotta. Avete mai conosciuto qualcuno che la abbia vinta? Io mai, pertanto, molto incuriosita, le inizio a fare una marea di domande su come si ottenga, i requisiti, i titoli, quanto abbia contato la fortuna.

Mi racconta essersi laureata in Lingue, perché sognava fin da piccola di andare a vivere e lavorare negli States. Cinque anni fa Ylenia viene estratta insieme ad altri 49999 mila fortunati candidati stranieri che ogni anno vengono selezionati dagli Stati Uniti attraverso la Diversity Visa Lottery.

Trentenne, oggi vive a Cape Cod, vicino Boston, dove hanno ambientato Dawson’s Creek, la sua passione. Lavora per una finanziaria, dopo un trascorso in banca, e dopo aver fatto tanti lavori tra cui la commessa in un negozio di arredamento e la comparsa come giovane attrice in serie di produzione statunitensi/canadesi. Gli incontri con le attrici Jessica Alba, Ellen Pompeo, Dakota Johnson nel film Cinquanta sfumature di grigio.

Domanda doverosa. Quali sono i requisiti per accedere alla lotteria per la Green card?
“Ho partecipato alla Green Card Lottery ogni anno  a partire ottobre dal 2007, anno in cui ho preso il diploma di maturità, uno dei requisiti principali per partecipare. Danno anche la possibilità di accedervi anche a chi non ha completato un percorso di studi, ma svolge un lavoro altamente qualificato, che rientra in determinate categorie specificate nei siti governativi americani”.

Lo sognavi sin da piccolina di andare lavorare e vivere negli Usa?
“L’amore per gli Stati Uniti è nato nei primi anni della mia adolescenza, quando dai cartoni animati si passa a guardare telefilm. Dawson’s Creek fu la mia prima passione. Oltre all’essere affascinata dai biondini carini, ero molto incuriosita dal sistema scolastico, completamente diverso dal nostro. Così, grazie alla mia famiglia, a 17 anni sono partita con Intercultura per frequentare la quarta superiore negli Stati Uniti. Mai avrei pensato di finire proprio nel luogo in cui Dawson’s Creek era ambientato e che sarebbe entrato nella mia vita: Cape Cod. Un pezzo di paradiso dell’Oceano Atlantico, a poco più di un’ora da Boston. Da quell’anno il mio unico desiderio è sempre stato tornare a vivere qui”.

Raccontami la gioia incontenibile di quella risposta affermativa.
“Non potevo crederci. Ero pronta per partire per il Canada, destinazione alternativa poiché gli Stati Uniti erano all’epoca irraggiungibili. Ricordo ancora ogni singolo istante del momento in cui scoprii di essere stata selezionata per continuare il processo di assegnazione della Green Card. Lo dissi subito ai miei genitori e nei giorni successivi a due o tre amici intimi. Mantenni il segreto con tutti gli altri fino al momento del colloquio in Consolato, un po’ per scaramanzia, un po’ perché avevo paura che fosse solo tutto un sogno”.

Parliamo ora dei tuoi primi lavori. So che hai qualche aneddoto curioso?
“Avevo un buon livello di inglese quindi una volta arrivata in Canada non ho avuto nessun difficoltà linguistica. Il problema, però, era trovare un buon lavoro. Quando vivi in un paese straniero con un visto temporaneo, poche persone sono disponibili ad investire su di te, per cui ti ritrovi a lavorare a giorni alterni e guadagnare pochissimo. Durante l’attesa dei documenti per gli Stati Uniti mi trovavo a Vancouver, conosciuta anche come la nuova Hollywood. Tantissimi telefilm e film americani vengono infatti girati lì. Così ho iniziato a propormi e lavorare come comparsa”.

Davvero? In quali film ti possiamo vedere?
“Il primo fu Step Up 5 e il secondo 50 Sfumature di Grigio, dove potete vedermi brevemente nella scena corale in cui la protagonista Anastasia (Dakota Johnson) si laurea. Inutile dire che non avrei mai pensato di finire in uno dei film più discussi degli ultimi tempi: sarà per sempre un fantastico ricordo!”.

Hai vissuto anche a Los Angeles, da cui sei scappata dopo due mesi. Lì gli attori si incontrano continuamente.
“Ero una commessa in un negozio di arredamento per la casa dove metà della clientela è composta da VIP di Hollywood. Tra i tanti, ricordo di aver venduto delle sedie a Meredith Grey (Ellen Pompeo  di Grey’s Anatomy)  ed aiutato Jessica Alba a scegliere piastrelle per il bagno. Andavo al lavoro emozionata, domandandomi quale celebrity avrei visto quel giorno”.

Con i primi dollari guadagnati hai comprato casa a Cape Cod. Eri spaventata da questa scelta stanziale dato che gli Americani sono molto flessibili ed amano cambiare?
“Io e la mia dolce metà abbiamo comprato casa un anno dopo esserci stabiliti a Cape Cod. In quattro anni tra Canada e Stati Uniti avevamo speso così tanti soldi in affitto che acquistare ci era sembrata la cosa più logica. Firmare i documenti è stata un’emozione indescrivibile. Con quella firma si era avverato il mio sogno più grande. Avevamo guardato diverse case a Cape Cod e alla fine abbiamo comprato a Sandwich, il paese in cui ho frequentato la scuola. Mi sono sentita subito a casa”.

Panoramica Sandwich Boardwalk (Cape Code) (foto Ylenia Basilico).

Riesci a trovare una pacifica convivenza tra il pragmatismo americano e lo spirito italiano nei rapporti interpersonali o di lavoro?
“La mia personalità frizzante mi ha sempre reso facile il fare amicizia e creare buoni rapporti anche con i colleghi. È sicuramente diverso, però, rispetto all’Italia. C’e’ una diversità culturale di base che mi porta ad essere tuttora molto più legata agli amici italiani rispetto a quelli americani. Forse semplicemente per un fattore anagrafico: è più facile fare amicizie da giovani!”.

Sei una residente ora, eppure mantieni lo sguardo curioso ed appassionato della viaggiatrice e scatti delle foto bellissime sul tuo instagram durante i tuoi weekend in Paesi degli Stati Uniti.
“Viaggiare è la mia passione più grande e cerco di farlo il più possibile! Negli ultimi due anni ho viaggiato molto per la costa est degli USA e una città che ho davvero amato è Savannah, in Georgia. Per la prima volta ricordo di aver detto che se mai dovessi trasferirmi al sud, andrei li. Nella mia zona, invece, ci sono delle cittadine che visitiamo molto spesso e che consiglio: Rockport e Newburyport in Massachusetts e Portsmouth in New Hampshire”.

Chi, oltre a te, credeva nella realizzazione del tuo sogno nel cassetto? Chi ti ha sempre sostenuto?
“Diciamo che nessuno, forse nemmeno io, credeva che sarei stata cosi fortunata e che il destino mi avrebbe riportata esattamente qui, dove è iniziato il mio grande amore per gli Stati Uniti. Ho sempre avuto una famiglia e degli amici che mi hanno supportato nelle mie scelte e soprattutto sopportata quando parlavo costantemente di quel paradiso che è Cape Cod. E non credevo di essere stata così fortunata, finché non ci sono andata a vivere!”.

Credi nella fortuna quindi oggi?
“Non sono stata fortunata solo ad aver vinto la Green Card Lottery. La fortuna più grande è quella di avere nella mia vita mio marito, la mia famiglia, i miei amici. Perché tengono a me così tanto da seguirmi, lasciarmi andare e restarmi vicino”. 

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter