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Guru della voce: Milena Origgi, dall’Italia agli USA professione vocal coaching

Lombarda di Busto Arsizio, si è trasferita negli USA dove, nel settore dell'online, lavora con clienti di tutto il mondo. La sua missione? Educare le voci

Milena Origgi a New York.

"I benefici di una vocalità consapevole, connessa al proprio io profondo, sono proprio negli occhi di chi guarda. Come spiego sempre ai miei workshop in giro per il mondo, dove insegno a ritrovare la propria identità attraverso la voce, quando si riesce ad utilizzare la propria voce senza filtri, lasciando passare le emozioni, le persone che ci ascoltano ricevono chiaro e forte il nostro messaggio", racconta Origgi

Una voce angelica sin dall’età di otto anni è la chiara rivelazione che il canto sarebbe stato molto più di una semplice carriera. Milena Origgi, lombarda di Busto Arstizio, oggi è una delle massime esperte internazionali nel campo della formazione vocale e vocal coaching. Nota come “The Voice Guru”, Milena esordisce con la sua carriera da cantante partecipando anche in diverse trasmissioni televisive ed eventi nazionali.

A 25 la decisione di dedicarsi alla formazione vocale, prima come insegnante di canto presso alcune accademie dell’hinterland milanese poi, con la creazione del metodo Inborn Voice©.

Attraverso il suo metodo innovativo, Milena insegna alle persone a prendere consapevolezza delle proprie capacità vocali per poi connetterle alle proprie emozioni, creando così quello che negli Stati Uniti è stato definito da MTV Rock un vero e proprio Voice Makeover, ovvero una trasformazione vocale. Un metodo capace di trasformare non solo la voce, ma l’intera persona, facendola sbocciare dall’interno, attraverso un percorso di Riallineamento Vocale®.

Il suo nuovo libro La via della Voce, presenta una visione olistica del mondo della formazione vocale e cerca di spiegare come l’interazione tra le vibrazioni della voce e la vita quotidiana sia l’unico segreto necessario per arrivare alla realizzazione personale.

All’età di 42 anni, con il trasferimento negli Stati Uniti, Milena apre finalmente la sua formazione vocale al mondo dell’online, lavorando con clienti che vanno dalle Isole Hawaii all’Europa, dalla Russia all’Australia e alla Nuova Zelanda, su 20 fusi orari diversi, vantando oltre 17.000 sessioni di VocalCoaching online.

Prima Vocal coach in Italia e nel mondo, è stata nominata Topic Expert, ovvero Cultrice della Materia, al corso di Comunicazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e attualmente sta collaborando con prestigiose università Italiane alla preparazione del nuovo corso di Personal Development, che inizierà con l’anno accademico 2019/2020.

“Cantare è la forma più elevata di comunicazione possibile, un ponte di collegamento con il “Divino””, dice Milena. “Mentre tutti gli altri Vocal Coach cercano di insegnare agli altri qualcosa di nuovo, io mi preoccupo invece di rimuovere quanto è stato appreso di sbagliato, volontariamente o involontariamente, per fare tornare la vocalità allo stato originario e liberarla definitivamente. Solo in questo modo è possibile percorrere il ponte che collega le emozioni alla voce”. 

Dalla carriera di cantante a quella di formatrice vocale. Come è avvenuto il passaggio?
“Nella mia vita ho sempre cantato e continuo a farlo tutt’ora. Cantare, quello con la C maiuscola, è la forma più elevata di comunicazione possibile, un ponte di collegamento con il “Divino”. Cantare è una parola che porta al suo interno tanti significati diversi, e per comprendere questa mia visione proverò a spiegarmi per immagini. In Italia il 90% degli insegnanti di canto si occupa di “dare fiato alle corde vocali”, ad insegnare come si “suona” lo strumento voce, per lo più attraverso l’imitazione o lo stile Karaoke. Come avrai capito questo per me non è cantare con la C maiuscola. Sul mio sito dedicato al canto, spiego molto bene quanto male può fare affidare la propria voce all’insegnante sbagliato. Ci sono tante parole nella lingua italiana che aiutano a comprendere cosa intendo, una che ho citato anche nel mio ultimo libro, è “incantesimo”. La parola stessa ci porta ad immaginare la voce, legata al canto, come fonte di potere.

All’inizio della mia carriera di Vocal Coach ho incontrato tante persone che volevano che io insegnassi loro a cantare, chi per passatempo, chi per lavoro. E’ stato allora che ho realizzato quanto i miei insegnamenti vocali, diversi da quelli oramai obsoleti legati al canto lirico, avessero dei riflessi anche nella loro vita quotidiana. Questi “effetti collaterali” sono quindi diventanti oggetto del mio studio e grazie alla mia naturale predisposizione all’insegnamento, e all’enorme passaparola che si stava producendo a Milano, ho avuto la grande fortuna di poter scegliere con cura le persone a cui dedicarmi, privilegiando quelle che avevano al loro interno qualcosa di speciale da portare fuori. Fu allora che coniai il nome di quello che oramai stava diventando un vero e proprio sistema, un metodo di lavoro: Inborn Voice, la voce che tutti hanno dentro ma non riescono a fare emergere. Da allora mi sono specializzata sempre più nella voce di chi vuole esprimersi e comunicare, dedicandomi alla parte canora solo per i professionisti o a chi utilizza il canto per liberare le proprie emozioni più profonde”.

Hai ideato il metodo Inborn Voice e poi successivamente il Riallineamento Vocale. Quali sono le differenze?
“Non smetto mai di apprendere e ricercare cose nuove. Anche ora mi sto dedicando a materie complesse come la fisica dei quanti. Il metodo Inborn Voice è in continua evoluzione. Ad oggi si divide in tre grandi aree. L’area tecnica, l’area emotiva ed infine la terza area, che definisco appunto come Riallineamento vocale™. Se l’area tecnica mi ha reso famosa come la “Voice Guru”, in quanto insegno ad usare la voce senza di fatto addestrarla attraverso esercizi sonori, bensì esercizi silenziosi, l’area emotiva è quella che ulteriormente differenzia il mio metodo di lavoro da quello degli altri. Infatti mentre tutti gli altri Vocal Coach cercano di insegnare agli altri qualcosa di nuovo, io mi preoccupo invece di rimuovere quanto è stato appreso di sbagliato, volontariamente o involontariamente, per fare tornare la vocalità allo stato originario e liberarla definitivamente. Solo in questo modo è possibile percorrere il ponte che collega le emozioni alla voce. Quando una persona riesce a riscoprire il proprio mondo emozionale grazie al metodo Inborn Voice, quasi sempre rimane incuriosito dalle nuove opportunità che gli si pongono davanti. A quel punto, io inizio la terza fase e aiuto la persona a ritrovare l’equilibrio, la vocazione, il riallineamento con la propria essenza. Nel mio ultimo libro spiego molto bene questo passaggio per chi fosse interessato ad approfondirlo”.

In che modo la formazione vocale può portare dei benefici a livello professionale  e personale?
“Innanzitutto mi preme sottolineare che esiste anche la “cattiva formazione vocale”. Ovvero non voglio che passi il messaggio che si ottengono sempre e solo dei benefici. Anzi è vero piuttosto l’opposto, come dimostrano tante biografie di cantanti che non hanno saputo conviverci. Io parlo solo per me e per il mio lavoro. Chiaramente il mio lavoro non ha nulla a che fare con quello che si è diffuso con il termine “public speaking”. Qui nuovamente si parla di imitazione, di recitazione e di programmazione e non di naturalezza, che nella mia esperienza non fa altro che diminuire le possibilità di successo di chi le ha apprese, o di creare l’illusione di avere già raggiunto il massimo del proprio potenziale e di non potere andare oltre.

I benefici di una vocalità consapevole, connessa al proprio io profondo, sono proprio negli occhi di chi guarda. Come spiego sempre ai miei workshop in giro per il mondo, dove insegno a ritrovare la propria identità attraverso la voce, quando si riesce ad utilizzare la propria voce senza filtri, lasciando passare le emozioni, le persone che ci ascoltano ricevono chiaro e forte il nostro messaggio. Una volta iniziato il percorso, poi tutto diventa più facile, inizia una spirale positiva di eventi che porta a rafforzare la propria autostima e a voler osare di più. A quel punto non è più la mente ad avere le redini, ma la nostra Inborn Voice. Gli stati di agitazione, di ansia, di sudorazione, di secchezza delle bocca ed i vuoti di memoria lasciano a lo spazio alle emozioni, alla passione e all’energia della persona, travolgendo chi ascolta.

I vantaggi a livello personale sono relazioni di amicizia o sentimentali più “vere”, più profonde e più intense. Lavoro molto spesso con coppie che hanno problemi di comunicazione interpersonale e con genitori che hanno difficoltà a esternare ai propri figli i loro sentimenti. Non immaginate quante volte un’incomprensione comunicativa possa generare risultati opposti alle intenzioni.
A livello professionale, oltre che a riuscire a tirare fuori il meglio quando occorre, si ha anche il vantaggio di riuscire a comprendere le altre persone con naturalezza, cosa fondamentale se si deve trovare il momento giusto per chiedere un aumento, se si vuole ottenere un impiego, se si vuole difendere la propria idea, se si vuole guidare il proprio team o se si deve concludere un affare”.

Il tuo ultimo libro “La via della voce”  presenta una visione olistica della formazione vocale. Quali sono state le ricerche, le scoperte in relazione al ruolo della voce?
“L’idea di questo libro è nata, come si suol dire, a grande richiesta del pubblico. Erano quasi 10 anni che mi veniva chiesto di scriverlo. La Via della Voce, è una vera e propria rivoluzione nel campo del Vocal Coaching e sono molto orgogliosa che sia stato incluso persino nella bibliografia del corso Communication Skills dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Sembrerà magico, ma le persone che vengono da me per imparare a parlare e che di fatto non hanno nessun interesse a cantare, si riscoprono anche capaci di cantare con una voce meravigliosa. Con questo libro sono la prima Vocal Coach al mondo ad elevare la vocalità a livello della fisica quantistica, e oltre. Le mie ricerche spaziano dal campo delle religione, a quello della medicina orientale, passando per la filosofia e l’arte. Tutte ricerche che ho la fortuna di portare avanti non solo tra i libri, ma anche viaggiando per il mondo, grazie ai Retreat che adoro tenere in luoghi esotici e antichi, come il Giappone, la Nuova Zelanda o Bali.
Sono tutte ricerche fatte sul campo, che compio nel mondo esterno, ma sono il riflesso di qualcosa che è da sempre dentro di me, che mi spinge ad interagire con le popolazioni autoctone più antiche, attraverso la loro lingua nativa, le loro leggende e i loro costumi.

Come riporta il sottotitolo del libro, sulla bocca di tutti è stato nascosto un segreto. Un segreto che è nascosto in bella vista e che viene tramandato e ignorato dai secoli dei secoli. Nel libro riporto diversi esempi tratti dai testi sacri delle diverse religioni, dove chiaramente già allora si stava parlando di fisica quantistica, di vibrazioni e di voce.  Per questo mi piace sempre dire che la voce è un ponte di collegamento con il divino e nel libro cerco di evidenziare la relazione a doppio filo che esiste tra vocalità e identità. Dato che raccontare un libro non è bello, lascerò campo libero ai curiosi che avranno voglia di leggerlo”.

Quanto è importante oggi educare la nostra voce?
“Educare la propria voce, evitando accuratamente la “cattiva formazione vocale” di cui ho parlato prima, è diventato di primaria importanza e infatti lo ha già capito molto bene chi occupa posizioni di rilievo nella nostra società e si rivolge a me per una marcia in più.

Nella mia esperienza lavorativa ho notato che l’educazione non è più un problema. La competizione è spostata su altri termini. Oggi non è più importante “sapere” qualcosa, bensì è fondamentale sapere comunicare ed esprimere le proprie idee. Il valore aggiunto di una persona non è più la sua capacità di conoscere quello che tutti gli altri possono imparare dagli stessi libri, ma quello che porta al suo interno e che quindi la rende unica. Io chiamo questa caratteristica Inborn Voice.

Il valore aggiunto delle società più avanzate è proprio l’individualità. La cosa un po’ mi fa sorridere perché in realtà poche persone comprendono questo, mentre le grandi masse cercano di conformarsi e di apparire uguali agli altri. Se si va ad analizzare la storia del passato, anche recente, si può chiaramente notare come tutti i più grandi, in tutti i campi, siano sempre stati degli anticonformisti capaci di resistere alle pressioni della società, portando la loro Inborn Voice sempre più in alto”.

Chi sono i tuoi clienti e in quale campo maggiormente è importante una voce ben “accordata”?
“Partiamo dal presupposto che tutti abbiamo bisogno di avere al nostro interno un buon equilibrio, quindi una voce accordata con la nostra identità, la nostra Inborn Voice. Il termine “accordare” include al suo interno l’idea di “cuore”, ovvero l’idea di essere in sintonia con esso. Ci tengo a precisare che non è da confondere l’idea di accordatura con l’idea di intonazione. L’accordatura musicale è molto limitata, è un’infinitesima parte del mondo Inborn Voice.

Ho voluto scrivere il libro proprio per diffondere questo messaggio e sensibilizzare le persone a questo argomento. Anche se offro sempre a tutte le persone che me lo chiedono la possibilità di sostenere un incontro di valutazione vocale direttamente con me, il mio tempo è limitato e non posso insegnare a tutte le persone che vorrebbero. Quindi forzatamente devo selezionare i clienti in base a qualche criterio che rispecchi la mia Inborn Voice. Ho clienti che vanno dalla madre di famiglia all’impiegato di banca, dal cantante professionista al chi canta solo sotto la doccia, dallo Youtuber più famoso all’influencer in erba, dai più famosi doppiatori agli attori dilettanti, dal CEO di una multinazionale ai giovani che iniziano la loro carriera nel mondo del lavoro, dall’insegnante di yoga a chi pratica mantra. Riservo sempre uno spazio alle coppie che hanno difficoltà e alle consulenze aziendali perché provo sempre grande soddisfazione a vedere risolvere col sorriso conflitti che sembravano irrisolvibili”.

Quali sono stati gli sviluppi professionali della tua carriera negli Stati Uniti rispetto all’Italia?
“La mia carriera è in continua ascesa, da quando sono partita da Busto Arsizio in poi, tutto è stato un concatenarsi di eventi che stanno avvenendo tutt’ora e di cui non ho idea degli sviluppi. Sono venuta negli Stati Uniti dietro insistente richiesta di grandi clienti e ho trovato molto vantaggioso il fuso orario locale. Infatti riesco a lavorare con le mie lezioni Online su ben tredici fusi orari differenti senza dovere fare le ore piccole. Questo è un grande vantaggio per me ma anche per chi mi segue perché per ognuno di loro trovo sempre l’ora giusta dove collocare la lezione.

Chiaramente qui negli Stati Uniti ho molte più opportunità di lasciare il mio segno e di spargere il mio messaggio, sia perché la popolazione è nettamente superiore a quella dell’Italia, sia perché il passaparola per chi lavora bene è qualcosa di travolgente. Anche l’ambito artistico è molto più vitale e aperto alle innovazioni, soprattutto nel mondo del Cinema e del Teatro”.

L’abc per chi vuole educare la propria voce?
“Sul mio sito Inbornvoice.com ho diverse pagine dedicate ai consigli e ai piccoli segreti per chi vuole avere una vocalità invidiabile, ma volendo delineare tre punti, i più importanti sono:

  1. Fare attenzione a chi si affida la propria voce. Non dare per scontato che ogni insegnante sia in grado di aiutarci. Quando si parla di voce è possibile apprendere qualcosa in pochissimi istanti, non serve molto tempo. Il problema è che si può apprendere con la stessa facilità anche qualcosa di sbagliato che poi diventerà difficile da rimuovere.
  2. Tutte le volte che la voce si indebolisce o diventa rauca, è sintomo che la si sta utilizzando male. È un segnale che non va ignorato, soprattutto per chi vive e lavora con la propria voce. Questo è ancora più vero per chi impara a cantare. Se cantando si perde la voce è bene scappare a gambe levate!
  3. Imparare ad ascoltare la propria voce. Non bisogna dimenticare che la voce nasce nell’orecchio. Può essere utile registrarsi e riascoltarsi, ma anche tenere un archivio storico della propria voce così da notarne i progressi o i peggioramenti”.

Cosa ti manca della tua carriera di cantante?
“Nulla. Sono ancora una cantante e compositrice professionista. Non smetterò mai di esserlo. In realtà canto, con la C maiuscola, ogni giorno mentre parlo, anche ora mentre sto rilasciando questa intervista. Cantare significa far risuonare la propria Inborn Voice!”.

Una voce ben accordata è…
“Una voce ben accordata, secondo il metodo Inborn Voice, è quella che riesce a donare anche ad uno sconosciuto di passaggio tutte le incredibili sfumature presenti nella nostra anima”.

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