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Clio Zammatteo: la bellezza italiana di arrivare al successo col trucco a New York

La fondatrice di ClioMakeUp ha presentato, con Maurizio Forte dell'ICE, "Come vincere la sfida dell’innovazione nell’industria cosmetica italiana”

Clio Zammatteo al Consolato d'Italia a New York

In un evento organizzato dal Consolato Generale d'Italia, l'imprenditrice da sei milioni di followers, ha raccontato come da New York ha scalato le vette del successo nell'industria dei cosmetici.

Giovedí 9 febbraio il Consolato Generale d’Italia a New York ha ospitato un incontro aperto al pubblico con la nota youtuber Clio Zammatteo, fondatrice di ClioMakeUp e il Direttore dell’Istituto per il Commercio Estero Maurizio Forte. Tema della serata: “Come vincere la sfida dell’innovazione nell’industria cosmetica italiana”. L’evento fa parte di una serie di incontri focalizzati su settori e percorsi professionali dove gli italiani si sono affermati a New York, in un contesto in cui si cerca di rafforzare la proiezione italiana nella City sulla moda, un settore attiguo a quello della cosmetica. 

Il Console Generale Francesco Genuardi,  ha sottolineato come il Consolato non solo deve essere un luogo di protezione e certificazione amministrativa, ma anche una grande piazza, un punto di riferimento per la comunità italiana, soprattutto per quella più giovane, in grado di ricevere “scintille e ispirazioni” su possibili percorsi professionali. Riguardo all’industria della cosmetica il Console ha inoltre evidenziato come esista già una “via italiana della bellezza”, che è l’espressione più nobile di come la nostra creatività, che ha basi solide e forti radici, riesca a viaggiare, a “surfare” sulle onde della modernità e dell’innovazione anche sul digitale.

Da Sinistra: Clio Zammatteo, Chiara Vasarri, Maurizio Forte e Francesco Genuardi

Attraverso le domande della moderatrice Chiara Vasarri, giornalista dell’agenzia Bloomberg, Clio, imprenditrice da sei milioni di followers, ha ripercorso le tappe della sua attività, iniziata nel 2008, postando tutorials di trucco su Youtube e che ha portato alla creazione di un vero e proprio brand e di una personale linea di prodotti. “Il team primario – racconta – era formato da me, mio marito Claudio e mia cognata. L’idea mi è venuta senza l’intento di voler ottenere qualcosa, ma più come passatempo, perché in Italia non esisteva ancora niente di simile”.

Clio, al suo debutto in rete, viveva già a New York e questo progetto le ha sempre dato un forte senso di connessione con l’Italia, oltre che servirle per combattere la sua insicurezza. Dopo il successo iniziale, il concept ha cominciato ad espandersi attraverso la collaborazione di numerosi editor, attivi in diverse locations e connessi tra loro virtualmente, per curare la creazione del suo blog. Un team tutto al femminile, ci tiene a specificare, diviso ora tra l’Italia e la Grande Mela. Un percorso sicuramente contro corrente, diverso dai competitor del settore, che non guarda alle scelte di marketing, ma mette al primo posto la qualità dei prodotti, che segue personalmente al 100%, dalla formulazione chimica al packaging.

“Cerco di fornire quello che serve alla gente con onestà, anche se questo vuol dire spesso spendere molto tempo per trovare la formula vincente. La cosa che conta di più per me è la qualità dei prodotti. Sono nata come youtuber, non come blogger o influencer e attraverso Youtube ho potuto parlare alle persone, raccontare qualcosa, dare consigli come se fossi un’amica. La strategia commerciale da influencer non mi appartiene, crea troppa finzione, per me è meglio restare reali. Truccare una donna normale è il lavoro più gratificante, vedere la felicità sul suo volto. Fare questo lavoro mi da vera gioia. Dare speranza alle persone mi rende felice”.

Ed è con questo spirito di genuina e naturale semplicità che Clio ha saputo coinvolgere un pubblico ampio e trasversale, che va dalle giovani ragazze che sono cresciute con i suoi video alle nonne che amano seguire i suoi consigli e conoscere tutti i segreti del make up. Ma come salvare il rapporto umano nell’era della freddezza digitale? “Con l’onestà, mostrando la vita reale. Digitale non vuol dire per forza finto, tuttavia ciò che è sul web non ci appartiene veramente e per questo serve anche presenza sul territorio”. Per questo la ClioMakeUp ha iniziato a creare in Italia dei pop-up store che promuovono i suoi prodotti.

Anche il Direttore Maurizio Forte bene inquadra come la cosmetica italiana stia vincendo la sfida dell’innovazione e sia una voce importante e crescente per l’export negli USA e a New York. “E’ un mondo che non viene spesso associato al Made in Italy, pur essendo un settore molto performante”, spiega. L’Italia esporta quasi un miliardo di dollari in prodotti cosmetici. Un enorme mercato in ottima salute e a questo proposito il Direttore Forte ha avuto modo di illustrare la stimabile iniziativa a cui l’ICE, con l’associazione di categoria Cosmetica Italia e Cosmoprof, una delle più importanti fiere del mondo dedicate ai prodotti di bellezza, lavora già da due anni. Un progetto molto ampio, insieme ai professionisti del settore della cosmetica, per supportare quelle aziende che non sono ancora pronte per affacciarsi al mercato americano e per migliorare la posizione e le performance di quelle che già esportano, offrendo uno strettissimo legame di crescita attraverso formazione, organizzazione di attività ed eventi promozionali. Finora il programma ha visto crescere quarantaquattro aziende italiane e la partecipazione è gratuita, per chi volesse farne parte.

Una serata di grande interesse e a proposito di iniziative di questo tipo Forte ha anche annunciato che ci sarà un prestigioso progetto di presentazione, sulla High Line newyorkese, di creazioni di giovani stilisti italiani per tutta la giornata di venerdì 17 maggio. Uno sforzo congiunto con le imprese che la squadra Italia deve fare per promuovere le sue eccellenze. Ancora una volta insomma l’occasione di dimostrare coi fatti come gli italiani si contraddistinguano davvero per creatività, fantasia e ingegno.

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