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Confessioni di coppia geniale del cinema: Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo

Gli scenografi italiani vincitori di premi Oscar, all'Istituto Italiano di Cultura di New York hanno risposto alle domande di Maria Teresa Cometto

Francesca Lo Schiavo e Dante Ferretti intervistati dalla giornalista Maria Teresa Cometto all'Istituto Italiano di Cultura di New York

“La ricerca, la curiosità e l’amore sono gli ingredienti capaci di esaudire la visione filmica che il regista ha del progetto…”.

Tra le coppie di maggior successo del cinema italiano, un posto d’onore meritano senza alcun dubbio Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo; coppia artistica la cui pluridecennale carriera è stata oggetto la scrosa settimana di un interessante incontro presso l’Istituto Italiano di Cultura di New York diretto da Giorgio Van Straten. Connubio artistico e famigliare che ha all’attivo una decina di nomination agli Academy Awards e ben tre premi Oscar. L’incontro è stato l’occasione per ripercorre la lunga carriera, costellata di successi e aneddoti ma anche per scoprire l’aspetto meno noto, ovvero quello famigliare e più intimo della coppia.

Francesca Lo Schiavo

Dante Ferretti in qualità di production designer, art director e costume designer e Francesca Lo Schiavo in qualità di set decorator, hanno attraversato il miglior cinema italiano diventando punto di riferimento per il cinema internazionale americano. Ferretti ha iniziato il proprio viaggio a ritroso nel tempo ricordando la volontà di iscriversi presso l’Accademia d’Arte di Roma nonostante il parere contrario e scettico del padre; quelli che fino a quel momento sono i suoi cattivi voti scolastici, in un rush finale di alcuni mesi si tramutano in ottimi voti ad eccezione di quello riportato in educazione fisica, fu così che il dissenso paterno fu superato. L’esperienza presso l’Accademia d’Arte non si concluderà visto che il giovane Ferretti comincia subito ad essere chiamato su importanti set cinematografici come aiuto scenografo; il suo “battesimo” vede nomi come Pierpaolo Pasolini ne Il Vangelo secondo Matteo del 1964 e poi a seguito della “cacciata” dello scenografo del film Satirycon, Ferretti viene promosso sul campo da Federico Fellini e chiamato a concludere come scenografo la lavorazione del film nel quale era ancora solo assistente; da quel momento in poi la sua carriera è un continuo susseguirsi di collaborazioni importanti e di grandi successi.

Oltre ai già citati Pasolini e Fellini dei quali film da quel momento curerà le bellissime scenografie, troviamo altri nomi con i quali ha collaborato come Elio Petri, Marco Bellocchio, Luigi Comencini, Marco Ferreri, Ettore Scola e Dino Risi. La collaborazione artistica con la moglie risale agli inizi degli anni ottanta, ricordata ironicamente da Ferretti come una condanna “…Da quel momento sono diventato Dante Ferretti Lo Schiavo”. 

Dante Ferretti

Le scenografie del film Le avventure del barone di Münchausen di Terry Gillian valgono alla coppia nel 1990 la prima nomination all’Oscar alla quale ne seguiranno tante altre fino alla vittoria della tanto ambita statuetta per i lavori di Sweeney Todd di Tim Burton e per The Aviator e Hugo Cabret di Martin Scorsese con il quale collaborano ormai da anni in tutte le sue produzioni cinematografiche. Per il grande regista americano con il cuore italiano, Ferretti ha realizzato una delle opere più belle e magnifiche del cinema contemporaneo, il maestoso allestimento scenografico di Gangs of New York presso gli studi cinematografici di Cinecittà.

Lo studio e l’amore per il dettaglio sono la chiave vincente e il segreto dei successi di questa coppia che se nella vita privata ha numerosi scontri come tutte le coppie, in ambito lavorativo diventa un’inarrestabile macchina da guerra che non conosce in alcuno modo lo scontro o la divergenza di opinioni: “…Dopo tanti anni di lavoro il nostro pensiero continua a camminare all’unisono”. Francesca Lo Schiavo racconta dell’importanza del rapporto intellettuale con il regista ma anche di quello che si instaura con il direttore della fotografia, rapporto artistico che diventa tecnico proprio nella realizzazione di oggetti per il set che devono essere illuminati o che essi stessi devono illuminare: “La ricerca, la curiosità e l’amore sono gli ingredienti capaci di esaudire la visione filmica che il regista ha del progetto…”.

Oltre al già citato lavoro fatto per Gangs of New York, per comprendere la magnificenza e la cura delle scenografie e degli oggetti di scena realizzati da questo incredibile duo, basta riguardare gli interni dei film The Aviator e la magia delle ricostruzioni fatte per Hugo Cabret. “Ogni film è una sfida, e riguardarli a distanza di tempo fa sempre un certo effetto. Essere stati in grado di realizzare da zero quello che il regista ha chiesto è una soddisfazione personale grande che mi porta ad essere pronto per il prossimo film con la stessa forza di quelli conclusi” dice Ferretti e proprio il prossimo film sarà ancora con Martin Scorsese che ancora una volta si affiderà a loro per la realizzazione del suo prossimo progetto. Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, orgoglio italiano, sono già a lavoro, instancabili e appassionati come sempre.

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