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Un ringraziamento a chi sta aiutando gli italiani all’estero durante la pandemia

Servire i cittadini quando si trovano all'estero, resta il nostro scopo. Siamo grati alla rete diplomatica per aver soccorso gli italiani bloccati dal coronavirus

Una immagine della Farnesina a Roma, sede del Ministero degli Esteri

Questa pandemia, nelle forme e nei modi in cui si è sviluppata e, soprattutto, per la rapidità con la quale si è estesa in tutto il globo, ha rappresentato un fatto inaspettato e che ha colto tutti impreparati. Non ho memoria di un fatto analogo e persino una guerra, nella sua tragicità, é limitata territorialmente e propone tempi di diffusione totalmente differenti.

Questa mancanza, quindi, di adeguate conoscenze, di protocolli precedentemente testati o di qualunque altro “modello di risposta” che si sarebbe potuto applicare, ha generato, oltre alle deprecabili morti, tutte le problematiche di cui ciascuno di noi, suo malgrado, è vittima.

Uno dei settori maggiormente colpiti, proprio perché possibile veicolo di contagi, è stato quello del trasporto e, in particolare, anche in virtù delle restrizioni adottate dai differenti Paesi, quello aereo.

Va da se che molti connazionali si sono trovati all’estero ed hanno dovuto affrontare differenti problematiche per tornare a casa. Io, come molti altri colleghi, siamo stati contattati in quanto rappresentanti dei cittadini e, quindi, dello loro istanze. Mi sono così trovata a dover segnalare i casi di cui sono venuta a conoscenza al consolato di Toronto come a quelli di New York, Miami, Los Angeles, Chicago, per arrivare sino all’Inghilterra e persino al Marocco. Si trattava di studenti universitari che volevano raggiungere le famiglie, di turisti, di professionisti e rappresentanti di imprese ed anche di familiari di cittadini residenti all’estero. Casi che si moltiplicavano per cui mi sono messa in contatto anche con gli ambasciatori in Usa, in Messico, nella Repubblica Dominicana ed in Canada. Ho preso contatto, quando era necessario, con l’unità di crisi della Farnesina, ho contattato più volte la segreteria del Ministro Di Maio e, in alcuni casi, ho segnalato situazioni direttamente a lui.

L’ambasciatore d’Italia a Washington Armando Varricchio (Illustrazione Antonella Martino)

Ebbene, in questa mia attività ho sempre trovato, nella nostra rete diplomatica e nelle strutture deputate, la preparazione adeguata e la conoscenza della situazione. Certo, spesso hanno dovuto affrontare situazioni, come detto, che non erano previste ne prevedibili e garantire la possibilità di rientro è dipeso da imprese private, ovvero i vettori, che a causa delle limitazioni o, talvolta, per proprie scelte aziendali, non erano in grado di offrire un servizio adeguato o a costi accettabili  – ragione per la quale, personalmente, auspico una compagnia di bandiera, come Alitalia, che possa sostenere il proprio Paese anche in queste situazioni di emergenza garantendo tratte, o parte di esse, per aiutare i cittadini nei modi e forme adeguate – ma comunque c’erano e garantivano  supporto e flusso di informazioni per chi necessitava aiuto.

Noi deputati, quindi, in questo frangente non possiamo vantare successi ma, sicuramente, dobbiamo ringraziare tutti coloro che, spesso senza gli opportuni strumenti, sono stati in grado di risolvere situazioni o di indicare il miglior modo per farlo.

Proprio per questo, conscia dell’importanza di rispettare ruoli e meriti, mi sento di ringraziare tutta la rete diplomatica, siano essi gli Ambasciatori o i Consoli che tutto lo staff delle Ambasciate e mi ritengo a loro disposizione per quanto possa essere di aiuto. L’unità di crisi della Farnesina e tutto il Ministero, unitamente a tutti gli “eroi di questa guerra”. Eroi silenziosi, che non vantano successi personali ma che ogni giorno, dai medici ed infermieri, ai farmacisti, alla protezione civile, alle forze dell’ordine, all’esercito, ai preziosi volontari … sono in prima linea ma, in fondo, anche tutti noi, cittadini, che abbiamo rispettato le regole nell’interesse del prossimo e, quindi, di ciascuno di noi. Gli eroi, vale la pena ricordarlo, non sono esseri fuori dal comune e dotati di super poteri, sono semplici cittadini che hanno anteposto al proprio personale interesse il bene comune. Una cosa ci ha insegnato questa pandemia: l’interdipendenza, soprattutto in un mondo globalizzato dove o ci si salva insieme oppure non ci si salva proprio ! Ci ha insegnato l’importanza della leale collaborazione per il bene di tutti a cominciare dalla politica e dalle istituzioni ! Un fatto su cui riflettere per pensare un futuro più a misura di persona !

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