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“De Profundis” di un Movimento, con al potere persone oneste ma incompetenti

Conte sostituito da Draghi per mancanza di organizzazione e formazione di una classe dirigente all’altezza di guidare un paese complicato come l’Italia

2013: Militanti Cinquestelle a New York. Marco Petrini è a sinistra con giacca verde

Da “grillino” della prima generazione (anche se in esilio a New York) non posso nascondere un sentimento misto di delusione, rabbia ma anche speranza... Per come sono andate le cose nell’ultimo anno e mezzo e per l’enorme contributo che arriverà da Bruxelles, di sicuro Draghi saprà gestire meglio questi fondi rispetto a Conte, Di Maio e Zingaretti. Però il via libera a questo nuovo esecutivo politicamente è la vera grande sconfitta che sancisce la fine di un Movimento Cinquestelle che aveva sempre messo tra i suoi punti fermi una assoluta intransigenza verso le dinamiche capital-liberiste del potere consolidato.

Militanti Cinquestelle nel 2018 a New York: primo a Sinistra Marco Petrini

Con il via libera al governo Draghi il Movimento Cinquestelle cesserà definitivamente di esistere. Questi ultimi mesi non possono certo cancellare tutto quello di buono che è stato fatto in questi 3 anni di governo. Da iscritto dei primi giorni che hanno creduto a (quasi) tutte le battaglie su cui si fondava il M5S, non si può non riconoscere che la maggior parte di queste sono state ottenute nel primo governo Conte. Dico questo ammettendo un disprezzo di fondo per la Lega e il “leghismo”.

Ancora oggi non riesco a capire come molti miei amici intelligenti e che reputo competenti e maturi, possano sostenere un partito che fino a l’altro ieri parlava di secessione della Padania o dei cittadini che vivono sotto la linea del Po’ come terroni o parassiti. Ma non vi è dubbio, dati alla mano, che l’introduzione del reddito di cittadinanza e del decreto “spazzacorrotti” sono importanti vittorie del Movimento ed in generale per i cittadini Italiani che ne hanno beneficiato. A questi risultati devo aggiungere “quota 100”, una proposta della Lega ma che i parlamentari del Movimento hanno giustamente supportato, che ha permesso a tanti giovani di entrare nel mondo del lavoro e scardinato vecchie e obsolete regole che di fatto hanno fatto dell’Italia il paese con la più alta età media Europea di forza lavoro.

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio a New York

Il seguente anno e mezzo con il PD non ha portato vittorie altrettanto importanti (rispetto al programma della campagna elettorale 2018), e in più ha sancito un’alleanza veramente surreale. Ritenevo, e oggi ancora di più, il PD il peggio del peggio della politica italiana. Un partito che dovrebbe rappresentare le classi meno agevolate, e negli anni a guida Renzi ha eliminato l’art.18 e con il “jobs act” di fatto penalizzato pesantemente le stesse classi che si vantava di difendere. Per poi diventare definitivamente un partito di centro, una nuova DC mascherata (o nemmeno tanto). Renzi, che da sempre, da buon imitatore di Berlusca, vuole quel ruolo, se ne è andato formando un partito che vale lo zero virgola e adesso con la crisi che ha creato punta decisamente all’annientamento del PD. Punta anche all’annientamento del M5S, non tanto per prendere un domani i suoi elettori (sa benissimo che nemmeno uno degli elettori 5S lo voterebbero mai), ma per spaccarlo in due o più fazioni che lo renderebbero politicamente ininfluente.

Giuseppe Conte, Illustrazione di Antonella Martino

E’ inutile girarci intorno, pur odiando tutto di Renzi devo ammettere che è riuscito nel suo intento. E la gestione scellerata di Di Maio & Co. non ha fatto altro che agevolarlo. Che un partito nato dal nulla 10 anni fa potesse avere una classe dirigente competente in pochi anni non era pensabile, anche per i più inguaribili ed entusiasti sostenitori. Ma una speranza legittima era che negli anni si sarebbe formata e sarebbe cresciuta con una leadership forte. Una volta scomparso Gianroberto Casaleggio, questa speranza è diventata utopia. Né Grillo, né Casaleggio Jr. sono stati in grado di guidare questa trasformazione. Di Maio per parecchi mesi è stato contestualmente il capo politico del Movimento e contemporaneamente doppio Ministro… dei compiti assolutamente al di sopra della sua capacità e sui quali non ha avuto nemmeno la decenza di tirarsi indietro in maniera onesta e trasparente. Con intorno persone assolutamente non all’altezza: vogliamo parlare di Toninelli, Di Stefano o Casalino? Una cosa mai si potrà dire dei rappresentanti del Movimento: che siano disonesti o si siano piegati a lobby o affaristi. E questo è un grande merito che va riconosciuto ai parlamentari. Purtroppo il Movimento non è riuscito a renderli anche competenti, per evidenti mancanze di organizzazione e formazione di una classe dirigente all’altezza di guidare un paese complicato come l’Italia. In realtà nessuna delle altre forze politiche lo ha fatto. Prova ne è questo “commissariamento” di fatto da parte di Mattarella (e Bruxelles).

Il Presidente incaricato Mario Draghi nel corso delle dichiarazioni al termine del colloquio con il Presidente Sergio Mattarella (Quirinale.it)

E adesso siamo giunti all’ultimo passaggio, forse il più doloroso, che si compirà con il prevedibile via libera al governo di Mario Draghi. Intendiamoci, per come sono andate le cose nell’ultimo anno e mezzo e per l’enorme contributo che arriverà da Bruxelles, di sicuro Draghi saprà gestire meglio questi fondi rispetto a Conte, Di Maio e Zingaretti. Però il via libera a questo nuovo esecutivo politicamente è la vera grande sconfitta che sancisce la fine di un Movimento che aveva sempre messo tra i suoi punti fermi una assoluta intransigenza verso le dinamiche capital-liberiste del potere consolidato. Cose che chi è salito sul carro nel 2018 (in realtà quel 33% vale un reale 20% – tante persone hanno votato il Movimento senza nemmeno leggere su cosa si era presentato e si sarebbe battuto) non riesce ancora a comprendere. La vecchia anima di “quel” Movimento oggi è impersonata da pochi parlamentari (Morra, Lezzi, Fico, Fraccaro) e ancora meno non-parlamentari (Di Battista e Corrao) che sono ai margini e (spero) presto se ne andranno per formare un nuovo movimento che possa riprendere quelle battaglie.

New York 25 Aprile 2008: simpatizanti di Beppe Grillo a Times Squares

New York 25 Aprile 2008: simpatizzanti di Beppe Grillo a Times Squares

Da “grillino” della prima generazione (anche se in esilio visto che non vivo in Italia da anni) non posso nascondere un sentimento misto di delusione, rabbia ma anche speranza (la mia povera mamma mi diceva sempre che sono un inguaribile sognatore – ed è vero) perché l’Italia si possa ancora salvare da questa deriva assurdamente piegata ai più forti, ai pù bravi almeno come curriculum (tipo Monti o Draghi), e anche ai più ricchi e potenti. E dico questo auto-definendomi una persona di destra per cultura, formazione e anche coerenza intellettuale (visto che vivo nel tempio del capitalismo liberista). Ma che credeva che fosse finito il tempo delle etichette e contrapposizioni ideologiche in un mondo che viaggia a mille all’ora e dove popoli interagiscono e sono sempre più dipendenti tra di loro. Eccolo ancora li che riemerge………l’inguaribile sognatore…….come mi vedeva la mia mamma, che ora mi guarda da lassù.

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