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Felice Pedroni, il cercatore d’oro modenese che ancora oggi ricordano in Alaska

Nato a Fanano nel 1858, emigrò giovanissimo e divenne ricchissimo: Felix morì nel 1910 e dietro la sua prematura scomparsa si pensa ci sia qualcosa di losco

di Ilaria M. P. Barzaghi e Matteo Manfredini

Ogni terza settimana di luglio, a Fairbanks, nel cuore dell’Alaska, vanno in scena i Golden Days, un festival cittadino che rievoca il passato della città, ai tempi della Corsa all’oro e soprattutto le avventure di un uomo che ha contribuito alla fondazione della città: Felix Pedro, al secolo Felice Pedroni. Personaggio originario dell’Appennino modenese, nato a Fanano nel 1858, le sue vicende, degne di un romanzo d’avventura, hanno dell’incredibile.

Felice Pedroni

Felice era partito giovanissimo dall’Italia, senza sapere leggere né scrivere,  per cercare fortuna e riscatto prima in Francia, poi negli Stati Uniti (a trent’anni diventa cittadino americano) e infine nell’estremo ovest del Canada: qui, colpito dalla dilagante febbre dell’oro si mise alla ricerca del prezioso minerale.

Forte delle sue radici montanare si mise ad esplorare terre sterminate, lande disabitate e inospitali in cui le condizioni climatiche erano estreme. Fitte foreste, fiumi gelidi da guadare, radure in cui era difficile orientarsi, rigidi inverni a pochi chilometri dal circolo polare artico. A dispetto di tutto, dopo lunghe marce e ricerche, sul fondo di un piccolo torrente, scoprì un importante giacimento d’oro, un rio che ancora oggi porta il suo nome: Pedro Creek. Era il 22 luglio del 1902, data che i Golden Days celebrano ogni anno.

Minatori durante la corsa all’oro in Alaska, circa 1900. (di Sir Henry Solomon Wellcome, National Archives and Records Administration, NAID 298079 PUBLIC DOMAIN).

Gli echi di quella scoperta fecero il giro dell’America e attirarono soldi e persone. L’accampamento di Felice Pedroni, che nel frattempo aveva ottenuto la concessione statale per l’estrazione dell’oro, divenne un villaggio, poi un paese e infine una città, Fairbanks, dotata di saloon, hotel, teatri, negozi e persino un tribunale.

Felice Pedroni, alias Felix Pedro. (Alaska and Polar Regions Collections, Elmer E. Rasmuson Library, University of Alaska,  Fairbanks PUBLIC DOMAIN).

Pedroni divenne un uomo ricchissimo, dopo alcuni anni dalla grande scoperta tornò nella sua Emilia, con la romantica idea di cercare moglie. Ma le cose non andarono come si aspettava, e dovette ritornare in Alaska ancora celibe. Iniziò a frequentare una ragazza irlandese, ballerina di saloon, che poi sposò e che, a quanto pare, riuscì a spillargli molti soldi.

Felice, per tutti ormai Felix, mori a poco più di cinquant’anni nel 1910, ufficialmente per ragioni naturali, ma c’è chi è pronto a giurare che dietro la sua scomparsa di sia qualcosa di losco. Le sue spoglie si trovano oggi nel cimitero di Fanano, dove sono state trasportate negli anni Settanta. I misteri non finiscono qui. Durante le sue ricerche, prima di scoprire il celebre Pedro Creek, l’esploratore italiano aveva trovato un altro fiume, a suo dire ancora più ricco d’oro. La mancanza di viveri lo costrinse però ad abbandonare il sito. Malgrado avesse contrassegnato il ruscello con diverse indicazioni, al suo ritorno la neve si era portata via tutto. Il fiume non è mai più stato ritrovato, benché per anni lo stesso Felice abbia continuato a cercarlo.

Il paese di Fanano in provincia di Modena, Torre dell’orologio (di Luciano Bernardi, 2019, licenza CC – Creative Common)

Oggi Fanano è gemellato con Fairbanks e una targa celebrativa tiene vivo il ricordo di Felice Pedroni lungo il Pedro Creek, dove ancora oggi appassionati cercatori d’oro rincorrono la stessa fortuna che oltre un secolo fa ha sorriso a Felix. 

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