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Enrico Fermi, il “Progetto Manhattan” e quegli esperimenti di Oak Ridge

Quando il fisico italiano arrivò in America nel 1938, con le sue intuizioni si rivelò un tassello fondamentale per la riuscita del piano segreto sulla bomba atomica

di Ilaria M. P. Barzaghi e Matteo Manfredini

Quando pensiamo al Manhattan Project, il programma segretissimo per sviluppare la prima bomba atomica, la nostra mente va subito ai laboratori di Los Alamos nel deserto del Nuovo Messico, dove, dal 1943, i fisici più brillanti del mondo lavoravano sotto la supervisione di Robert Oppenheimer. In realtà, la corsa all’arma era iniziata già alla fine degli anni Trenta, alla Columbia University di New York, appunto a Manhattan.
Enrico Fermi, scienziato italiano, premio Nobel per la fisica nel 1938 e sbarcato in America proprio nello stesso anno, fu un tassello fondamentale del Progetto Manhattan.

Enrico Fermi

Il suo rudimentale esperimento di Chicago del ‘42, una pila atomica in grado di innescare la prima reazione a catena controllata, fece da premessa a tutte le successive ricerche e scoperte. Purtroppo il sito dove ebbe luogo il test, ovvero uno spoglio deposito sotto le gradinate dello stadio nel campus universitario di Chicago, oggi non esiste più. Tuttavia, nel nuovo centro sportivo, si trova una targa commemorativa a ricordo perenne della pionieristica impresa del 2 dicembre 1942.

Meno noto è invece l’importante lavoro di Fermi nel laboratorio di Oak Ridge in Tennessee, l’anno dopo, nel 1943. Oak Ridge è una struttura costruita appositamente durante lo sviluppo del Progetto Manhattan, come accadrà di lì a poco anche per la più celebre Los Alamos. In tutto, i siti coinvolti per la ricerca e produzione di materiali furono trenta, tra Stati Uniti, Canada e Gran Bretagna.

A Oak Ridge, Fermi lavorava su complessi macchinari in grado di creare plutonio dall’uranio, in particolare attraverso un reattore conosciuto come X 10 Graphite Reactor. Cioè il secondo reattore nucleare dopo la sua pila di Chicago e il primo reattore a funzionamento continuo.

Il Reattore X 10

All’epoca dei laboratori di Oak Ridge, tutto il Progetto Manhattan aveva raggiunto livelli massimi di segretezza. Fermi era parte fondamentale delle ricerche americane, anche se, in principio, aveva avuto qualche difficoltà, a causa delle sue origini dall’Italia, un Paese in guerra con gli Stati Uniti
Ma sono molti gli scienziati impegnati in frenetiche ricerche, in una corsa senza sosta che deve terminare davanti alla Germania nazista. I ricercatori iniziano così a spostarsi in incognito, spesso sotto nomi falsi. Nel laboratorio di Oak Ridge, Fermi diventa Henry Farmer e il fisico non può più spostarsi in aereo. Deve fare attenzione, rispettare i protocolli e ha una guardia del corpo 24 ore su 24, tale John Baudino.

Oggi, attorno ai laboratori di Oak Ridge, c’è tutta un’altra atmosfera e il centro con gli anni è stato trasformato in un modernissimo complesso di ricerca, per scopi certamente più pacifici. L’adiacente Graphite Reactor Museum custodisce tuttavia alcune parti originali, conservate esattamente come si presentavano nei primi anni ’40, quando Fermi, insieme ad altri scienziati, lavorava alacremente al Progetto Manhattan, in condizioni spartane, senza sosta e fino al compimento della missione.

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