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Per motivi burocratici, i cittadini iscritti all’AIRE non possono vaccinarsi in Italia

Non hanno la tessera sanitaria e quindi non sono inclusi nella campagna vaccinale. L'onorevole Fucsia Nissoli sta provando a risolvere la situazione

La prima vaccinata in Italia durante il v-day (YouTube)

“I cittadini italiani residenti all’estero che si trovano temporaneamente sul territorio italiano possono accedere alla vaccinazione?”

Così inizia l’interpellanza urgente di Fucsia Nissoli, deputata di Forza Italia eletta nella circoscrizione Nord-Centro America, al Ministero della salute. Il problema nasce perché, a oggi, la posizione del governo in materia non è chiara. La campagna vaccinale procede, anche se a rilento, ma nelle indicazioni dell’esecutivo e del commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo gli italiani iscritti all’Aire non sono stati considerati.

Il motivo è prettamente burocratico: per identificare i soggetti idonei alla vaccinazione, si procede seguendo la lista dei cittadini in possesso della tessera sanitaria, documento che viene ritirato nel momento in cui si aderisce all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero. A loro vengono garantite soltanto le cure ospedaliere urgenti, per un massimo di 90 giorni. Questo nonostante numerosi iscritti all’Aire continuino a pagare le tasse anche in Italia.

Fucsia Nissoli e Pierpaolo Sileri

Per rispondere all’interpellanza, in Aula si è alzato il sottosegretario Pierpaolo Sileri e le sue prime parole sono state inaspettate, quasi estranee alla prassi del dibattito parlamentare. “Nel foglio che mi hanno scritto c’è un preambolo di leggi che partono da trent’anni indietro e quindi non lo leggerò, perché a noi interessa che le persone vengano vaccinate. Per questo voglio dare una risposta più pragmatica”.

La proposta di Sileri è infatti molto concreta. “Allo stato – fa sapere – nei citati elenchi purtroppo non sono ricompresi i soggetti iscritti all’Aire, tuttavia si sta valutando di rilasciare per tali soggetti una tessera sanitaria, senza il microchip, mediante un’apposita applicazione web sul portale del ‘Sistema tessera sanitaria’, con cui si può richiedere la riemissione di una tessera sanitaria, sempre senza chip, che può essere recapitata al consolato o all’ambasciata selezionati al momento della richiesta di emissione. Ora, è evidente che ‘si sta valutando’ è un termine che non dovrebbe essere usato, perché sono tre mesi che è iniziata la campagna vaccinale e ‘si sta valutando’ andava bene a gennaio. Io me lo trovo scritto qui in questa interpellanza, ovviamente lo leggo, ma le dico in cuor mio che cercherò di dare una risposta al come, al quando e al dove nel più breve tempo possibile. Quindi non leggo le conclusioni, che dicono che il Ministero rassicura gli onorevoli interpellanti, le dico che io assicuro gli onorevoli interpellanti per la risoluzione di questo problema”.

Per la Nissoli, la risposta è “soddisfacente”, un buon punto di partenza dal quale muoversi per risolvere un problema preoccupante.

Ma i giorni passano e le azioni tardano ad arrivare. Così, la deputata di Forza Italia inizia un continuo pressing sulle istituzioni. Telefonate su telefonate, che si scontrano contro il muro apparentemente inscalfibile dell’amministrazione italiana. Il 13 aprile decide allora di contattare direttamente il generale Figliuolo. “Signor Commissario, ad oggi – nonostante le rassicurazioni – non ci sono notizie in merito e gli iscritti Aire hanno diritto di sapere se possono accedere al programma di vaccinazione: come, dove e quando”.

Il generale Figliuolo durante la vaccinazione (YouTube)

Alla lettera, la deputata aggiunge un flusso ininterrotto di chiamate all’ufficio del generale, che ieri, per bocca del maggiore Martella, ha assicurato  l’impegno a trovare il prima possibile una soluzione, per permettere anche agli iscritti Aire presenti sul territorio nazionale di accedere alla campagna di vaccinazione.

Quella della Nissoli non è una richiesta fantasiosa o irrealizzabile, ma si ispira al modello seguito da altri paesi. Negli Stati Uniti, ad esempio, si garantisce la vaccinazione a chiunque si trovi dentro i confini, indipendentemente dalla sua cittadinanza. Certo, le dosi disponibili sono molte di più e quindi è possibile assicurare, in tempi rapidi, l’immunità a chiunque. In questo caso, però, il problema sollevato in Aula non è l’attesa per ricevere l’iniezione, ma il fatto che gli iscritti Aire siano proprio stati estromessi dagli elenchi del Ministero.

Anche l’Onorevole La Marca, attraverso il Partito Democratico, ha scritto al Commissario, chiedendo che le procedure siano definite e, soprattutto, che si possa passare quanto prima alla fase operativa.

Ora, ai cittadini, deve essere data una risposta. Il tempo scorre molto in fretta.

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