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Approvata la nuova Legge sul personale a contratto della rete diplomatico-consolare

Un impegno trasversale per permettere ai consolati italiani di erogare meglio i servizi ai connazionali all’estero

La sede a Park Avenue del Consolato Generale d'Italia a New York

E’ noto che le ambasciate di altri Paesi occidentali hanno una percentuale di personale a contratto superiore alla nostra con funzioni maggiormente diversificate e questa nuova legge va in questa direzione

Il Senato ha recentemente approvato in via definitiva la nuova Legge, a prima firma Ciprini  che ho sottoscritto anche io, unica eletta in Nord e Centro America ad averla sottoscritta, per il personale assunto a contratto – a tempo indeterminato o determinato – da parte degli uffici all’estero del MAECI.

Tali norme innovative sono già state approvate l’anno scorso alla Camera dei Deputati, da dove ha avuto origine, e devo dire che è un vero e proprio passo avanti, molto importante, nel riconoscere l’operato svolto da questa categoria di lavoratori per i quali mi sono sempre battuta nel chiedere una più effettiva tutela dei loro diritti.

Con l’approvazione di questa nuova Legge le nostre strutture diplomatico-consolari e gli Istituti italiani di Cultura all’estero hanno uno strumento normativo più innovativo e maggiormente adeguato ai tempi odierni per assicurare con più efficacia i servizi di cui i nostri connazionali hanno bisogno. 

E’ noto che le ambasciate di altri Paesi occidentali hanno una percentuale di personale a contratto superiore alla nostra con funzioni maggiormente diversificate e questa nuova legge va in questa direzione.

Essa estende la possibilità di assumere personale a contratto  alle delegazioni diplomatiche speciali, previa autorizzazione dell’Amministrazione centrale, per venire incontro alle esigenze di servizio che emergono nel corso delle attività svolte in sede estera. Vi è anche la possibilità di rinnovare per non più di sei mesi le assunzioni fatte a tempo determinato e quindi uno strumento agile per assolvere gli impegni di lavoro che a volte possono diventare più intensi in alcuni periodi.

Con questa Legge si viene incontro alle necessità dei lavoratori a seconda del Paese dove si trovano garantendo l’effettività dell’applicazione delle norme locali con carattere imperativo e quindi dando uno status adeguato al lavoratore che ormai avrà chiari i propri diritti e doveri anche sul piano della garanzia per l’accesso alle cure su cui più volte sono intervenuta in Parlamento.

Questo determinerà una maggiore tranquillità sui luoghi di lavoro con ripercussioni sulla qualità dei servizi prestati ai connazionali.

Insomma, un ammodernamento della gestione del personale che si riflette sull’efficienza delle nostre strutture consolari nell’erogazione dei servizi, cosa che mi sta molto a cuore, perché i nostri connazionali dopo tanti sacrifici all’estero hanno il diritto di usufruire dei servizi amministrativi in tempi ragionevoli, cosa che oggi non sempre è possibile per la mole elevata di lavoro che gli uffici hanno accumulato.

Si tratta di un provvedimento che va a colmare alcune lacune legislative che da tempo gravavano sui dipendenti a contratto e di cui, anche io, mi sono fatta portavoce di volta in volta in Parlamento.

Un fatto positivo che guarda al bene della Comunità italiana all’estero ed all’efficacia del lavoro nelle nostre strutture all’estero, frutto di un lavoro trasversale al quale mi onoro di aver partecipato.

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