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Comites: le irregolarità e scorrettezze che rendono il processo elettorale più fragile

Si moltiplicano le segnalazioni su violazioni delle leggi e normative che fissano le elezioni del 3 dicembre. Il 3 novembre scade la registrazione al voto

Anche in occasione delle votazioni per i nuovi Comites spuntano come i funghi dopo la pioggia i soliti furbetti del quartierino, gli scaltri, quelli che “leggi e normative mi fanno un baffo”, perché evidentemente si sentono al di là del bene del male. Fioccano anche ricorsi, liste cancellate per disattenzioni, ritardi e mancate iscrizioni all’Aire. Liste che usano metodi ai limiti (se non al di fuori) della legalità, candidati che non sanno neanche cosa andranno a fare una volta eletti e promettono mari e monti, addirittura di cambiare leggi nazionali e magari contribuire anche alla pace nel mondo.

Ricordiamo che i Comites (Comitati degli italiani all’estero) sono organismi composti da volontari e che, de facto, non incidono su decisioni parlamentari o governative, fungendo però da ponte fra la comunità italiana di riferimento e le Istituzioni consolari e il CGIE (il Consiglio generale degli italiani all’estero). Possono richiedere fondi per portare avanti determinati progetti che siano di interesse per l’intera comunità, anche se a volte è evidente come qualcuno sieda nel Comites solo per portare avanti se’ stesso.

Un esempio di “dilettanti allo sbaraglio” viene dalla circoscrizione consolare di San Francisco (circoscrizione molto ampia che comprende vari stati dell’ovest) e da quella dell’Aia (Olanda) da dove giungono notizie di moduli non ufficiali e inammissibili che vengono messi online da parte di una singola lista con lo sbandierato intento di aiutare i connazionali alla registrazione al voto, ma che nel frattempo mettono come campi obbligatori numero di telefono ed e-mail. Questi moduli sono rimasti online fino a quando i Consolati non li hanno dichiarati inammissibili aggiungendo che chiunque si fosse registrato tramite quei moduli (con firma mediante dito o mouse) avrebbe dovuto registrarsi nuovamente tramite Fast It o tramite modulo ufficiale. Doppia fatica, quindi, per i connazionali.

Una cosa è chiedere alla Farnesina che sia più semplice registrarsi al voto, vista la scarsità di richieste rispetto al numero di aventi diritto, cosa buona e giusta (ma da fare magari una volta che si è stati eletti), un’altra invece mettere online moduli non ufficiali su siti web privati senza neanche informarsi se sia una cosa lecita e fornire un ulteriore disservizio ai connazionali, per tralasciare il problema dei dati sensibili raccolti. In più, il vero problema sembra essere quello della scarsa conoscenza che i connazionali hanno riguardo a cosa siano e a cosa servano davvero questi Comites, che spesso, una volta eletti, non organizzano alcun evento o ne organizzano molto pochi, cadendo in una sorta di oblio, o peggio, scadendo in comportamenti poco leciti. Italiani: geniali, brava gente, onesti lavoratori, ma a volte c’è anche altro, purtroppo.

In quel di Barcellona, Spagna, accade che ci siano ben tre persone che si sono ripresentate alle elezioni, sebbene abbiano già svolto due mandati consecutivi. La legge che regola la disciplina dei Comitati italiani all’estero (legge 286 del 2003) riporta, all’art.8, fra le altre cause di ineleggibilità: “Non sono infine eleggibili coloro che sono stati componenti di un Comitato per due mandati consecutivi”.

E quindi? Come mai queste persone invece si ricandidano e sperano anche di essere eletti? Perché il regolamento dice che la loro non eleggibilità potrà essere sanata dallo stesso nuovo Comites eletto. Quindi sperano di avere la maggioranza come lista e poter essere comunque accettati dallo stesso Comites. In verità la Farnesina ha già comunicato che il doppio mandato consecutivo non è un elemento che si può sanare ex post, proprio perché si è già verificato nel tempo, mentre altre cause di non eleggibilità, come ad esempio essere parte di un ente gestore che riceve finanziamenti pubblici, può essere sanato al momento dell’elezione e dal nuovo Comites, quando l’eletto rinuncia ad una delle due cariche.

Quindi abbiamo anche quelli che vogliono rimanere saldi alle loro poltrone anche se hanno fatto già due mandati consecutivi e non potrebbero ricandidarsi. Verrebbe da chiedersi come mai, visto che è un incarico a titolo gratuito, abbiano questo così forte desiderio di rimanere dentro il Comites.

In generale arrivano notizie dal mondo di scorrettezze e giochi di poteri, di interessi personali mossi dal desiderio di “contare” nella propria comunità e di veri e propri arrampicatori sociali che vogliono sentirsi parte di un “ingranaggio” istituzionale, a qualsiasi costo e usando qualsiasi mezzo.

Tutto questo sapendo, peraltro, che la maggioranza della comunità italiana neanche richiederà di registrarsi al voto e non pensando che sono proprio queste storie e queste azioni ad allontanare sempre più dal voto gli aventi diritto. Ma per fortuna queste sono storie circoscritte e minoritarie, mentre la maggior parte dei candidati e delle liste sono composte da persone oneste che, almeno inizialmente, partono con sincero entusiasmo e mosse dal desiderio di restituire alla propria comunità ciò che hanno imparato per mettere la loro esperienza al servizio della comunità stessa.

Se siete iscritti all’Aire da prima del 3 giugno potete richiedere di registrarvi al voto e di ricevere il plico a casa fino al 3 novembre, seguendo le direttive sul sito web del vostro consolato di appartenenza. Le elezioni si svolgeranno il 3 dicembre.

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