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Agevolazioni IMU anche per gli italiani all’estero: presentata una proposta di legge

Con l'approvazione della legge di bilancio, molti Expat chiedono se avranno la riduzione delle imposte sulla prima casa. Il governo è chiamato a rispondere

Tassa sulla casa - ANSA/UFF STAMPA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

Cari lettori,

Eccomi di nuovo a Voi all’inizio di questo nuovo anno che vi auguro essere un anno migliore e pieno di salute, con la speranza di avvicinarci sempre di più alla sconfitta di questa terribile pandemia. Il 2021 è terminato con l’approvazione della legge di bilancio e molti connazionali mi hanno chiesto informazioni sul pagamento IMU, se ci sono novità e se finalmente si riesce ad ottenere la riduzione delle imposte anche per la prima casa degli italiani all’estero.

Ecco, proprio su questo tema, ho presentato un Ordine del Giorno che è stato accolto dal Governo e che chiede di estendere la riduzione della tassazione IMU, attualmente prevista sulla prima casa ai soli pensionati italiani all’estero che percepiscono una pensione in regime di convenzione internazionale, a tutti i cittadini italiani residenti all’estero.

Alcuni mi hanno chiesto come abbia risolto la questione della compatibilità con le norme europee che prevedono la non discriminazione tra cittadini appartenenti ai Paesi membri dell’Ue. Bene, questo è stato risolto prevedendo la possibilità che la riduzione del pagamento dell’IMU sia garantito a tutti quei cittadini europei che dimostrano accertati legami familiari e affettivi con l’Italia e con il territorio nel quale è situato l’immobile oggetto di agevolazione, cosa che gli italiani all’estero indubbiamente hanno. Ritengo che sia ingiusto prevedere una riduzione solo per poche persone che ricevono la pensione in convenzione, quindi creare un’ingiustizia nell’ingiustizia, non possiamo lasciare fuori tutti gli altri cittadini che hanno una casa in Italia da questo diritto ed è per tale ragione che ho chiesto al Governo di adoperarsi a sanare questa ingiustizia facendolo il prima possibile, a cominciare dalla Delega al Governo per la riforma fiscale.

Fucsia Nissoli

La richiesta di superare una disparità di trattamento fiscale degli italiani all’estero, iscritti all’Aire, rispetto ai residenti in Italia, va avanti da anni senza arrivare ad un approdo accettabile. Inoltre non si tiene conto che i non residenti spesso pagano le tasse senza usufruire pienamente dei servizi. Poi, vi sono anche ragioni connesse alla promozione del territorio e all’attrazione turistica che è molto importante per far ripartire l’economia; infatti la riduzione dell’IMU per tutti gli italiani all’estero contribuirebbe a rinsaldare e mantenere vivi i legami culturali ed economici loro e dei loro discendenti con i propri territori d’origine e produrrebbe benefici anche per tali luoghi, rivitalizzando i piccoli borghi e piccoli paesi in continua fase di spopolamento e che sovente registrano percentuali elevate di iscritti Aire, favorendo altresì il cosiddetto “turismo delle origini”.

E proprio perché sono convinta sia che le agevolazioni IMU sulla prima casa in Italia degli iscritti Aire sia una questione di giustizia ed allo stesso tempo di attrazione turistica, il 30 giugno 2020, ho presentato una Proposta di Legge in merito dal titolo: “Modifiche all’articolo 1, comma 741, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, e alla tariffa allegata al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, in materia di applicazione dell’imposta municipale propria e dell’imposta di registro relativamente a immobili posseduti nel territorio nazionale da cittadini italiani e degli Stati dell’Unione europea non residenti in Italia che mantengano legami familiari e affettivi con il luogo in cui è ubicato l’immobile”.

Una Proposta di Legge con cui intendo venire incontro alle esigenze degli italiani residenti all’estero in materia di imposte sugli immobili, con particolare riferimento all’imposta sull’abitazione principale posseduta in Italia e non data in locazione. Un tema che è sempre più rilevate ed attuale in considerazione del numero sempre più elevato di connazionali residenti all’estero e tenuto conto che molti di loro possiedono almeno un immobile in Italia.

In questo quadro, però, bisogna rispettare le norme dell’Ue e in particolare essere in linea con l’articolo 18 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, che recita «Nel campo di applicazione dei trattati, e senza pregiudizio delle disposizioni particolari dagli stessi previste, è vietata ogni discriminazione effettuata in base alla nazionalità».

L’obiettivo della mia Proposta di Legge, in accordo con il principio di non discriminazione sancito dai Trattati europei, dunque, è quello far salve alcune agevolazioni basandole non più sul presupposto della cittadinanza italiana (oggetto di censura sulla base del principio di non discriminazione del diritto europeo), ma su quello dell’esistenza di legami familiari e affettivi permanenti con l’Italia e con il luogo nel quale è situato l’immobile. Quindi, la Proposta di Legge, a mia prima firma, intende ripristinare l’agevolazione dell’esenzione dall’IMU per gli immobili posseduti dai soggetti residenti all’estero, con riferimento ai cittadini europei e ai cittadini italiani residenti nei Paesi non appartenenti all’Unione europea, riconoscendo la qualifica di abitazione principale nel rispetto di determinate condizioni e collegando tale beneficio non più al criterio della nazionalità di origine, bensì ai legami familiari e affettivi dei soggetti con l’Italia e con il territorio nel quale è situato l’immobile oggetto di agevolazione.

European Commission President Ursula von der Leyen – ANSA/STEPHANIE LECOCQ / POOL

E per gli aspetti tecnici, come la definizione dei requisiti, dei criteri e delle modalità per accedere all’agevolazione, ho previsto che il tutto fosse demandato a un apposito decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell’interno, a condizione che l’unità immobiliare non risulti locata o data in comodato d’uso.
Questo è un ulteriore strumento che se ci fosse la volontà politica potrebbe essere messo all’esame del Parlamento ed approvato. Per questa ragione, ritengo che sia molto importante lavorare in sinergia per raggiungere degli obiettivi concreti come questo dell’agevolazione IMU.

Ecco. direi che con il nuovo anno auspico che questo sia possibile e ci sia sia un vero spirito unitario tra tutti gli eletti all’estero ed una leale collaborazione per il bene delle nostre Comunità nel mondo. Speriamo che il Governo passi dalle parole ai fatti e che tutti gli italiani all’estero che posseggono una casa non locata possano, quindi, usufruire delle agevolazioni IMU sulla prima casa in Italia.

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