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Turisti americani cacciati dalla Sardegna. E’ polemica sulle misure del governo

Gli USA pagano cara la cattiva gestione della pandemia. Il governatore Solinas: “un grave danno alla credibilità turistica internazionale della nostra isola"

Aeroporto Elmas di Cagliari - Sardegna

Scattano i primi blocchi alla frontiera italiana dopo l’entrata in vigore delle nuove disposizioni sui permessi d’entrata nel Paese adottate il 1 luglio.

L’Italia ha aperto le porte a tutti gli Stati UE e dell’area Schengen, e a 15 Paesi Extra UE, con l’obbligo di quarantena per 14 giorni.

Un gruppo di turisti di circa 10 persone, di cui molti americani, è partito dal Colorado con un jet privato. Ma gli Stati Uniti non fanno parte della lista dei paesi i cui cittadini sono stati autorizzati a riprendere le visite in Europa, almeno per ora, a causa del preoccupante numero di casi da coronavirus che gli Stati Uniti continuano a registrare.

Dunque al gruppo è stato negato l’ingresso nella bella isola. Sono stati trattenuti all’aeroporto Elmas di Cagliari in un’area di attesa, per poi essere rimpatriati.

I quotidiani locali riportano che solo cinque di loro erano in possesso di passaporto americano, mentre gli altri erano di nazionalità neozelandesi e britannici. Questi ultimi sarebbero potuti rientrare nel Paese rimanendo in quarantena per 14 giorni, ma per solidarietà, hanno deciso di tornare indietro con i propri compagni.

Donna in attesa in aeroporto

Il governatore Christian Solinas, della Sardegna ha detto: “non ha nessuna responsabilità per quanto accaduto. Da subito, con la collaborazione della società di gestione dell’aeroporto, ci siamo messi al lavoro… per trovare una soluzione che consentisse ai passeggeri americani di rimanere in Sardegna, anche sottoponendosi alla quarantena”.

Infine, il governatore Solinas attacca le scelte del governo: “la singolare interpretazione restrittiva delle norme da parte del governo, opposta alla nostra ragionevolezza di garantire anche in questo caso la sicurezza sanitaria, ha inflitto un grave danno alla credibilità turistica internazionale della nostra isola e del nostro senso di ospitalità. Ci auguriamo che nelle prossime ore ci sia un ulteriore sforzo per consentire la risoluzione di questa vicenda”.

Il deputato di Fratelli d’Italia, Salvatore Deidda, ha annunciato che presenterà un’interrogazione al governo, poiché “trovo veramente ingiusta questa disparità di trattamento e pienamente a danneggio del turismo italiano”.

Chi può entrare nell’UE?

La normativa sottoscritta anche dall’Italia, permette l’ingresso nell’Unione Europea solo a 15 Paesi Extra-UE: Algeria, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Montenegro, Marocco, Nuova Zelanda, Ruanda, Serbia, Corea del Sud, Thailandia, Tunisia, Uruguay e Cina.

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