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Gotham’s Hotels: viaggio nella New York in cui si dorme ma senza arrendersi mai

La vita a Manhattan è spesso vissuta nelle lobby degli hotel e nei suoi famosi rooftop. Qui vi faremo vivere passato, presente e futuro di questi magici luoghi

Manhattan, New York (Photo by Terry W. Sanders)

Osservare il mix di persone, la creatività, l'arte, il successo, il potere; l'essere quello che sei senza giudizi e senza ripercussioni, entrare ed osservare negli hotel un mondo diverso in un mare di opportunità che trovi solo qui. La tristezza e sconforto di questi tempi di pandemia passerà presto e farà spazio a nuove opportunità e gli hotel di New York si stanno già adattando.

A New York l’industria alberghiera è resiliente, come tutti i Newyorchesi, nell’affrontare situazioni difficili. Gli hotel di New York si sono sviluppati e adattati negli anni a difficili situazioni di tutti i tipi e sono sempre stati all’avanguardia per la loro capacità nel crescere e reinventarsi. 

Nel corso degli anni sono diventato un esperto, sia per lavoro che per passione, degli hotels della città. Li ho visti spesso aprire, evolversi, diventare famosi o sparire. Sono arrivato a New York come turista la prima volta nel 1992 e ricordo come fosse oggi,  quando camminavo sbalordito, come credo  tutti, per Times Square  anche nonostante quella piazza degli anni ’90 fosse molto diversa da quella di oggi. Ricordo la grandiosità degli edifici e lo stordimento delle luci, l’eccitamento e l’energia che è poi rimasta pressoché immutata negli anni, per tutti coloro che arrivano. Guardavo questi hotel immensi che mi circondavano e mi chiedevo come facessero a funzionare, se mai avrei avuto l’occasione di lavorarci e di incontrare i clienti che da tutto il mondo li frequentano. Anche se clique, mi sentivo come un bambino in un negozio di giocattoli.

Tornato in Italia dalle vacanze, mi sono licenziato dall’hotel dove lavoravo, ho impacchettato quei quattro vestiti che avevo e nemmeno un anno dopo ero a New York. Ho avuto la fortuna  dopo molti tentativi andati a vuoto, di fare un colloquio di lavoro con una donna incredibile, Ms Deanne Gabel, che era la direttrice di un nuovissimo hotel stile art deco, di 800 camere appena aperto a Times Square, l’hotel Macklowe ( ora Millennium Times Square) che mi ha assunto e ha,  realizzato i miei sogni quando stavo ormai perdendo le speranze. Mi sono ritrovato in un attimo catapultato da un classico e piccolo ( 100 camere) bel 4 stelle hotel Accademia a Verona ad un enorme hotel a Times Square nel cuore di New York. Ero felicissimo, e nonostante volessi solo rimanere per massimo due anni, come spesso accade quando arriviamo a New York, non mi sono più mosso. Mi sono innamorato perdutamente di questa città, dei suoi incredibili hotel e dei clienti che li frequentano.

Times Square a Manhattan, il 31 ottobre, 2020. (Foto di Terry W. Sanders)

Nel mio primo anno di lavoro come manager all’Hotel Macklowe ho avuto un assaggio di quello che è New York e ho avuto la possibilità di incontrare alcuni personaggi famosi degli anni 90 in tutta la loro fama e le loro stranezze, che mi hanno certamente impressionato. Per esempio, ricordo Ms. Courtney Love, la moglie del famoso cantante Kurt Cobain dei Nirvana.  Durante una  normale giornata di lavoro improvvisamente si sentono urla nella lobby che era piena di clienti  e vedo Ms Courtney Love che, come una matta, gridava a squarcialgola che qualcuno le aveva rubato l’anello di diamanti che Kurt le aveva regalato. Urlava cosi forte che aveva mandato in panico sia i clienti che lo staff dell’hotel prima che la security intervenisse.

Ricordo anche quando il security dell’hotel ha vietato l’accesso in camera al rapper Notorious BIG che non voleva fare il check out mentre l’hotel era sold out. Nel fare l’inventario degli oggetti personali in camera hanno anche trovato diverse armi. Nel frattempo al ricevimento la discussion si accendeva fino a che il bodyguard del rapper ha sputato in faccia al mio collega manager e amico Francisco Morales.

Non ci si annoia mai negli hotel come quando il famoso attore Wesley Snipes entra nell’ hotel in drag,  completamente vestito da donna, e si aggira senza meta nella lobby tra lo stupore dei clienti, per poi uscire come se nulla fosse in Times Square dove stava girando un film diventato famoso negli anni 90, “To Wong Foo, thank you for everything” con l’attore Patrick Swayze anche lui in drag.

New York (Foto di Terry W. Sanders)

Tutto questo apprendevo, erano ricorrenze normali per gli hotel di New York. Non che non avessi già avuto il mio share di personaggi famosi anche lavorando in Italia. Avevo infatti iniziato a lavorare in un residence che era frequentato in estate da tutti i più famosi cantanti lirici del tempo che venivano a cantare al festival dell’opera nell’Arena di Verona. Ricordo Jose Carreras, Placido Domingo, Luciano Pavarotti e Mosserat Caballè tra i più conosciuti, e ricordo pure mentre lavoravo alla reception, i loro commenti spesso piccanti sulle performance dei colleghi del tipo “ieri sera ha cantato in modo terribile” o “chissà cosa è successo urlava invece di cantare” questo fino al momento in cui il collega in questione entrava improvvisamente nella lobby e tutto magicamente cambiava in “Amore sei stata splendida ieri sera” oppure ” che performance indimenticabile”.

Nonostante cose già vissute,  ho trovato subito New York ad un altro livello. Solo a New York si vivono esperienze uniche giornalmente e solo qui negli anni, non ci si stupisce.  Durante un recente  pranzo con il direttore de La Voce al ristorante di Mid Town Manhattan “La Villetta”, si è discusso dell’idea di rendere pubblico questo  viaggio nella storia degli hotel di New York e di invitare quindi i lettori a seguirci, creando una rubrica che potesse rendere tutti partecipi. Da quando New York è nata gli hotel sono sempre stati all’avanguardia dell’industria alberghiera, anticipando trend che sarebbero poi stati seguiti ovunque, dallo stile architettonico, dell’interior design, al customer service, marketing e trend di servizi. 

The Highline Hotel, New York (di Terry W. Sanders)

A New York trovi le più strane combinazioni di hotels, da quelli storici a fashion e trendy, tutti convivono nelle stesse strade. Alberghi unici che vanno dallo chic al kitsch, da sottovalutati a sopravvalutati, hotels frequentati da Reali e Kardashians, da Capi di Stato a Star del cinema e della musica, moda,  e tutto quello che si trova nel mezzo e spesso senza mezzi termini. Ogni hotel rappresenta nella sua storia una capsula nel tempo della città. Nessun hotel in altre metropoli è cambiato in cosi poco tempo in modo cosi drammatico.

Entreremo nei pettegolezzi degli albergatori dietro le scene, passando da commedie a tragedie, parleremo di  come nascono questi hotel newyorchesi, come diventano di successo e come poi spesso spariscono. Gli hotel sono le vere celebrità di New York. Ogni hotel ha una sua personalità sia essa trendy, preppy, non-convenzionali, all’antica; qui c’è chi veramente è famoso nell’isola di Manhattan a chi è solo famoso nell’isola dei famosi.

A secondo in quale hotel si alloggi, è l’hotel che definisce la personalità che hai e non il contrario. Il nostro viaggio sarà alla scoperta di questa New York spesso sconosciuta. Moltissimi hotels storici della città hanno una storia affascinante, di chi li ha costruiti, della loro architettura e di come si sono evoluti. Dalle famose famiglie che hanno governato New York nel 19mo secolo, dai Vanderbilt agli Astor fino alle celebrity di oggi.  Dall’Hotel Pierre e Plaza al nuovo trendy hotel Refinery e Standard Highline.

Hotel rooftop Bar, Flatiron District, May 2017 (Photo by Terry W. Sanders)

Noi e i lettori della Voce di New York abbiamo una cosa in comune, un incondizionato amore per New York. C’è qualcosa di magico ed unico in questa città, una immensa fonte di energia che irradia ovunque e che ti fa sentire vivo e libero da ogni costrizione e convenzione, accettato come sei. La vita di New York è spesso vissuta nelle lobby degli hotel e nei suoi famosi rooftop. Gli hotel sono spesso stati snobbati a vantaggio di altre industrie più lucrative tipo finanza o immobiliare, ma nessuna di queste può competere con il senso della vita di questa città, nulla si può sostituire a quello che vedi  nelle lobby dei suoi hotel. Osservare il mix di persone, la creatività, l’arte, il successo, il potere; l’essere quello che sei senza giudizi e senza ripercussioni, entrare ed osservare negli hotel un mondo diverso in un mare di opportunità che trovi solo qui. La tristezza e sconforto di questi tempi di pandemia passerà presto e farà spazio a nuove opportunità, e gli hotel si stanno già adattando.

Al contrario del famoso detto “la città che non dorme mai” a New York si dorme, e si dorme in tutti questi bellissimi ed incredibili hotel, che descriveremo nella città che non si arrende mai. Gli hotels di New York si sono sempre evoluti e hanno sempre cambiato la città per il meglio. Rimanete sintonizzati per il nostro viaggio.  Welcome to Gotham.

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