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Il “Sentiero degli Dei” non deve morire per delle stupide rivalità campanilistiche

Nella Costa Amalfitana è in pericolo una delle meraviglie che attrae i turisti più avventurosi. Qualcosa si sta muovendo per salvarlo, ma basterà?

Sentiero degli Dei

Per il giornalista Flavio Pagano si tratta di "una situazione impensabile in altri Paesi, dove la valorizzazione del territorio è un dogma. L'Italia rischia di fare lo stesso errore compiuto col patrimonio artistico: c'è tanta bellezza, che la si trascura".

Il Sentiero degli dei, celeberrimo percorso di trekking della Costa d’Amalfi che, dai Monti Lattari – i monti affacciati sul mare più alti d’Europa – conduce fino al mare, e che ha le sue sorgenti ad Agerola (Napoli) e la sua foce a Positano (Salerno), rischia addirittura la morte turistica per colpa di assurde carenze della sua gestione e manutenzione.

La ragione del disagio, che ci fa francamente pensare all’inerzia di un Sud che non vorremmo mai vedere, potrebbero essere addirittura surreali: il crollo di un paio di metri di macera (tipo di muretto a secco dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’umanità) che impone agli escursionisti una minuscola variazione.

Possibile che le cose stiano davvero così? Ci auguriamo di no, perché vorrebbe dire che la capacità di gestione del territorio da parte dei comuni competenti è inconcepibilmente lacunosa. Nel caso specifico della macera, comune di riferimento è Positano, la notissima e splendida località della Costa d’Amalfi, dalla quale non possiamo che aspettarci un’efficienza e una sensibilità ambientale all’altezza del suo illustre blasone.

Qualcuno ha paventato anche l’esistenza di non meglio definite ragioni di sicurezza, ma questo percorso , che tra l’altro proprio Trekking & Outdoor scoprì e lanciò oltre dieci anni fa,  è classificato come facile:  appare dunque difficile immaginare che l’eventuale imprudenza di un singolo, sprovveduto escursionista, possa assurgere a motivo di chiusura del percorso stesso.

Il verde nel Sud è scarso, esposto alle insidie di incendi dolosi e di una manutenzione lacunosa. Ogni due ore viene cementificato uno spazio pari per estensione alla romana piazza di Spagna, e persino la qualità delle acque marine lascia non di rado a desiderare a causa di carenze nella gestione degli scarichi. A maggior ragione dunque ci sembra inaccettabile che una perla assoluta come il “Sentiero degli dei” non riguadagni al più presto la sua piena agibilità (che in realtà non ha mai perduto), tornando a generare il suo enorme indotto turistico.

Si tratta di uno dei sentieri più spettacolari del mondo, la cui fama è riecheggiata persino oltre oceano, sulle pagine del Washington Post. Con i suoi panorami mozzafiato sugli scenari della Penisola sorrentina e di Capri, con la varietà straordinaria della vegetazione, magicamente sospeso fra il mare e la montagna in un continuo cortocircuito di sensazioni, di colori, di profumi, e con i suoi trecentomila visitatori l’anno, è da anni  il motore e il simbolo del boom del turismo d’avventura in Campania e nel Mezzogiorno. E’ notizia dell’ultima ora che sono in arrivo i fondi per ripristinare la macera danneggiata.

“Una situazione impensabile in altri Paesi, dove la valorizzazione del territorio è un dogma. L’Italia rischia di fare lo stesso errore compiuto col patrimonio artistico: c’è tanta bellezza, che la si trascura. Dobbiamo puntare a una democrazia della gestione del patrimonio naturale, di tutti per definizione, e non alla dittatura turistica di sparute élites disinteressate al vero sviluppo e alla crescita reale”, ci ha detto Flavio Pagano, scrittore ed editorialista del Corriere del Mezzogiorno e di Donna Moderna, fra i primi a lanciare presso il grande pubblico il Sentiero degli dei.

Tutto dunque è nelle mani dei sindaci delle località coinvolte, Agerola, Praiano (Sa) e Positano, che invitiamo, a dispetto di ogni sterile e anacronistico campanilismo, ma sempre in agguato, a lavorare in sinergia e con alacrità, per la salvaguardia del patrimonio naturale, per lo sviluppo turistico, e a questo punto anche dell’onore, di una meravigliosa regione quale è la Campania, troppo spesso vittima della disorganizzazione e dell’incompetenza.

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