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L’anima di Venezia è inimitabile oppure sopravvive grazie alle sue copie nel mondo?

Dal Venetian di Macao alla Floating Venice di Dubai: la risposta del mondo al capolavoro italiano può avere un senso?

Può esistere un’ esperienza autentica seppur non originale? E in quanto non originale può comunque essere considerata nella sua diversità? La giustapposizione tra la Venezia originale e il suo simulacro nei termini di Baudrillard  è terribile? Forse dal punto di vista estetico, ma da nostro, più fenomenologico, ha un suo senso e pure anche profondo

C’est Venise pour l’eternité
Venise non morirà
Come il nostro amore senza età
 

Quante volte ho pensato
che se non ci fosse Venezia
Dove andrebbero gli innamorati
a sognare Venezia”

Proviamo a pensare un mondo senza Venezia, che ha ispirato letterati, pittori, artisti di ogni genere e non c’è persona al mondo che non ne abbia un’immagine in mente. Impossibile. Niente Venezia, niente romanticismo.
E mettiamo il caso che Venezia, per disgrazia, o per chissà come sparisca. Non rimarrebbe niente? No, non è proprio così. E non penso ai riquadri del Tintoretto, ai film o ai romanzi a lei dedicati.

Nel mondo ne sono spuntate come i funghi: copie, copie di copie, città o quartieri che ne prendono il nome, città che ad essa si ispirano, e poi i suoi simboli riprodotti in serie. Gondole e le sue maschere ovunque.

Un librettino, intitolato Welcome to Venice (Guido Moltedo 2007), racconta dialtre 97 Venezie nel mondo. Se, come dovremmo aver capito, non ci facciamo prendere dal mal di pancia derivante dal fatto che le copie sono più o meno verosimili, più o meno brutte, e cerchiamo di vedere quanto accade con un approccio più fenomenologico, comprenderemo che i processi della globalizzazione costruiscono l’opportunità di vivere esperienze simili anche in altri luoghi diversi dall’originale.

D’altra parte può anche bastare anche indossare un paio di occhiali per la realtà virtuale e da qualsiasi luogo si può decidere di passare qualche minuto o più in gondola nei canali veneziani con una visione a 360 gradi e tridimensionale.

La curiosità intrisa da tanto stupore mi è nata vedendo la “ricostruzione”, che nel 2020 sarà completata a Dubai, negli Emirati Arabi. Si tratta della Floating Venice, ubicata nelle World Islands, a 4 km da Dubai. Il progetto è valutato 680 milioni di dollari e “porterà un’autentica esperienza veneziana in Medio Oriente”. Vi invito a vedere il video non potrà lasciarci indifferenti.

Brutta? Bella? Kitsch? Innovativa? Ognuno avrà la sua risposta. Ma la domanda che più ci preme e in qualche modo ci intriga sta in sottofondo: può esistere un’ esperienza autentica seppur non originale? E in quanto non originale può comunque essere considerata nella sua diversità?

La giustapposizione tra la Venezia originale e il suo simulacro nei termini di Baudrillard  è terribile? Forse dal punto di vista estetico ma da nostro, più fenomenologico, ha un suo senso e pure anche profondo.

È chiaro che ci stiamo spostando verso un consumo sempre più definito nella sua dimensione esperienziale che può essere facilmente delocalizzato, riprodotto, ricostruito, ridefinito diventando esperienze reali di realtà multiple e sovrapposte. E se una Venezia non basta, perché non può contenere tutti, ne nascono altre. Secondo la logica economica a domanda si risponde con l’offerta. Nella Floating Venice di Dubai, avrai qualche possibilità in più, al mattino appena svegli potremmo buttarci in acqua senza paura.

D’altra parte non senza storcere un occhio abbiamo “sopportato” a Las Vegas l’Hotel The Venetian, dove è possibile soggiornare tra la ricostruzione di Palazzo Ducale, il campanile di San Marco e il ponte di Rialto al motto di “Experience the Venetian”.

Una non precisata Gondola University rilascia una certificazione di gondoliere ad un massimo di nove aspiranti per classe. Tutto perché i clienti dell’hotel chiedevano incessantemente, come si legge sul sito: “Come si diventa gondolieri?”.

Abbiamo sopportato la copie della copia, la Venezia di Macao, che supera per dimensioni quella di Las Vegas.  Il Venetian di Macao è diventato il più grande casinò del mondo, slot machine, tavoli da poker, intorno gondole, ponti veneziani, leoni d’oro, in stile “Venetian Las Vegas”. Il tutto arricchito dalla streetmosphere con la parata di maschere veneziane.

The Venetian Macao San Luca Canal (commons.wikipedia.org)

Per non parlare delle Venezie che diventano tali per italofilia come  quella di Abbot Kinney, un costruttore edile americano  che ricostruisce Venezia, visitata da giovane, proprio sulla costa del Pacifico con canali, gondole e gondolieri fatti venire apposta dall’Italia. Si tratta di Venice, California. E poi aggiungiamo le Venezie del Nord, del Sud, d’oriente e di qualsiasi altro luogo nel mondo. Venezia è ovunque.

The Floating Venice verrà fatta per durare sicuramente per cent’anni e ancor più. Noi certo, speriamo, che Venezia, l’
originale, duri per sempre o quanto meno a lungo. Poi chi vivrà vedrà

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