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In Italia quasi 5mila minori scomparsi solo nel primo semestre del 2021

Un fenomeno in aumento nonostante il lockdown. In Friuli Venezia Giulia, seconda solo alla Sicilia, il maggior numero di allontanamenti di minori stranieri

Un bambino abbandonato a Dhaka, Bangladesh (Foto di Sudipta Arka Das)

Sono 7.947 le persone scomparse in Italia solo nei primi sei mesi del 2021. E di queste quasi la metà (3.928) non sono ancora state ritrovate. Numeri spaventosi riportati nella XXV Relazione dell’Ufficio del Commissario Straordinario per le persone scomparse.

Di solito i media parlano di pochi casi. Sempre gli stessi. Magari quelli che fanno più “notizia” in quel momento (come il caso del nonno che ha portato con sé in Israele il minore che aveva perso i genitori). Ma la realtà è un’altra. Anche i numeri sono diversi. I minori scomparsi in Italia nel primo semestre di quest’anno sono quasi cinquemila (4.927). Per la maggior parte non si tratta di sottrazioni di minori, ma di allontanamenti volontari, ovvero di minori che hanno deciso di abbandonare la propria famiglia o i centri di accoglienza in cui si trovavano per cercare un futuro altrove.

I bambini vendono cibo in un mercato nella città di Korhogo, nel nord-ovest della Costa d’Avorio. © UNICEF/Frank Dejongh

Diverse le cause. Problemi famililari: i casi di violenze “subite” o “assistite” sono migliaia (ma nessuno ne parla, eppure l’OMS e UNICEF lo denunciano da anni). Bullismo e cyberbullismo: già nel 2020 alcuni studi avevano segnalato un preoccupante aumento di questi fenomeni nonostante il lockdown. Molti minori, inoltre, scappano in cerca di lavoro o di una vita diversa. La maggior parte dei minori “irreperibili” (come li definisce il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali) lasciano il centro dove si trovano in cerca di un lavoro per mandare i soldi ai propri familiari rimasti nel paese d’origine.

Fenomeni complessi e articolati che richiedono misure diverse. Sia a livello preventivo (per evitare gli allontanamenti) che ex post (ovvero per cercare di ritrovare i minori dopo che sono scappati).

Di tutto questo si è parlato in un convegno dal titolo MINORI STRANIERI – IRREPERIBILI O SCOMPARSI, organizzato dal Kiwanis Distretto Italia San Marino KDISM al quale hanno partecipato le massime autorità del settore: il Prefetto Riccio, Commissario Straordinario del Governo per le Persone Scomparse, il Dott. Scarpelli delegato dell’Autorità per l’Infanzia e l’Adolescenza nazionale, il Dott. Francesco Micela presidente del Ttibunale per i Minori di Palermo, Agrigento e Trapani. E poi tantissime associazioni: dal KDISM, organizzatore dell’evento (e coordinatore del Gruppo/Tavolo Tematico 6 della Consulta del Commissario straordinario per le Persone Scomparse) alla Croce Rossa Italiana, dall’Associazione Penelope (S)comparsi a Psicologi per i Popoli, da AILA a Emergenza24. E molti altri ancora. Presente anche il Prof. Leoluca Orlando, sindaco di Palermo e presidente dell’ANCI Sicilia, l’Associazione dei Comuni Siciliani. Una presenza, la sua, particolarmente importante non solo perché è in Sicilia che si registra il maggior numero di allontanamenti di minori stranieri (1.545 dei quali 1.347 ancora da ritrovare, solo nei primi sei mesi del 2021). Ma anche perché, da un’analisi più approfondita, emergono differenze tra le sparizioni nelle varie province: 207 minori stranieri scomparsi nella provincia di Catania, 310 nella provincia di Agrigento, addirittura 475 nella provincia di Trapani a fronte di “solo” 75 minori stranieri spariti nella provincia di Palermo. La dimostrazione (se mai ce ne fosse bisogno) che una corretta distribuzione dei minori stranieri non accompagnati nei centri di accoglienza (SIPROIMI o SPRAR o altro) e una migliore distribuzione territoriale di questi minori potrebbe ridurre il numero degli allontanamenti dei minori. Importante anche la figura dei Tutori volontari che, come hanno sottolieanto molti dei partecipanti, possono davvero fare la differenza tra avere un minore che si integra nella società e avere un minore scomparso.

Bambini scomparsi (Pixabay).

Come hanno confermato i rappresentanti di diverse associazioni che operano con i ragazzi stranieri e con i migranti (compresa Saber Yacoubi che, da anni, gestisce una radio che trasmette dall’Italia ma in lingua araba), è fondamentale il dialogo con questi ragazzi: “parlare” per loro e con loro, se possibile nella loro lingua, far loro comprendere come risolvere i problemi e, allo stesso tempo, spiegare che, fuggendo, non risolveranno nulla. Passeranno da essere “minori stranieri non accompagnati” a essere migranti, con pochi diritti e spesso neanche quelli (come dimostra quanto avvenuto in Spagna, a Ceuta o con gli accordi per i rimpatri persino in Afghanistan sottoscritti da sei paesi europei).

Numerosi gli spunti di riflessione emersi durante l’incotro (molti già stati calendarizzati nei prossimi incontri del Gruppo/Tavolo Tematico 6 della Consulta). Ora sarà compito degli esperti delle Associazioni che fanno parte della Consulta approfondire questi temi e poi suggerire al Commissario Staordinario del Govenro per le Persone Scomparse possibili soluzioni.

Donne e bambini afghani vicino ad un campo dell’UNICEF. (Foto/ONU)

Non è sfuggito all’attenzione dei partecipanti, ad esempio, come la seconda regione (dopo la Sicilia) per minori stranieri scomparsi sia il Friuli Venezia Giulia. Una novità assoluta (nel panorama dei minori stranieri scomparsi) e un cambiamento che è un’ulteriore conferma della riapertura della famosa “rotta balcanica”, il percorso attraverso i Balcani seguito da migranti, rifugiati e sfollati e minori stranieri non accompagnati in cerca di un futuro nei paesi Europei. Un percorso ufficialmente chiuso nel 2016, ma in realtà sempre aperto (come hanno dimostato i tragici eventi del 2020).

E ancora. Dai dati del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali emerge che il secondo paese di provenienza dei minori stranieri non accompagnati (dopo la Tunisia) è l’Afghanistan. Dei 325 minori stranieri scomparsi, solo nel mese di luglio 2021, 50 provenivano dall’Afghanistan. Un paese dove è in atto una guerra di cui parlano quotidianamente tutti i telegiornali. Ma nessuno di questi ha parlato delle centinaia di minori giunti in Europa dall’Afghanistan, che scappano per andare non si sa dove. Un problema serio, stando ai numeri emersi nel convegno organizzatto dal Kiwanis Distretto Italia San Marino, ma del quale si preferisce non parlare.

 

 

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